13 Gen 2010 |
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TERREMOTO AD HAITI Testimonianza diretta di una volontaria di Avsi, Fiammetta Cappellini, collega di Alessandro e Nicoletta. "Ciao a tutti. Cerco di essere breve perché cerchiamo di fare economia di batterie. Verso mezzanotte ho potuto ritrovare mio marito (...) Per le strade vagano persone in preda a crisi di panico e di isteria, feriti in cerca di aiuto. Gli ospedali sono difficilmente raggiungibili, le strade della capitale impraticabili. Il nostro viaggio verso casa è durato oltre 2 ore per fare meno di 10 chilometri. E per fortuna avevamo la jeep. Abbiamo cercato di portare aiuto come potevamo per trasportare i feriti, almeno i bambini non accompagnati, ma ci siamo presto resi conto di quanto poco servisse rispetto alla dimensione di questa tragedia. Si sentono dalle macerie le grida di aiuto di chi è rimasto sotto e i parenti impotenti si disperano. Mancano luci per illuminare la scena e continuare a scavare, ora che è notte. Non possiamo che attendere domani mattina, ma questa notte è veramente nera per tutti noi. Le prigioni- Il Commissariato di delmas 33, con annessa prigione e centro di detenzione di minori, un edificio di tre piani, non esiste piu. Sul posto la minustah ha montato luci a grande potenza per poter continuare l’opera di soccorso. ONU- Tutti i mezzi della missione ONU sono mobilitati per portare aiuto, ma le Nazioni unite stesse hanno subito gravi danni, con il loro quartier generale semi distrutto e diversi impiegati civili dati epr dispersi. In tutta la città la gente resta in strada: chi non ha più una casa, ma anche chi teme nuove scosse. Cio che abbiamo visto con Jean Philippe nell’attraversare la citta è spaventoso. Non so davvero da che parte potremo ricominciare domani mattina. E mancano solo 2 ore all’alba, per fortuna. È terribile affrontare la notte in quste condizioni. Penso ai 4 bambini che abbiamo soccorso oggi pomeriggio, 4 fratellini che si sono trovati sotto una casa distrutta senza i genitori non acnora rientrati dal lavoro. Uno di loro aveva gravissime ferite alla testa e piangeva disperato. La sorellina piangeva chiedendo: “Come fa la mamma a ritrovarci che la casa non c’è piu?”. Li abbiamo lasciati nelle mani di un motociclista perche con la nostra auto non si andava piu ne avanti ne indietro. Dove saranno ora? Pregate per questo paese sfortunatissimo!
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TERREMOTO AD HAITI: VOLONTARIA AVSI RACCONTA