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CORSO BIBLICO 2007/08
8a Lezione, Martedì 15 Gennaio
2008
Giovanni Battista?
L’Amico dello Sposo
Matteo 3,1-12
Predicazione di Giovanni il
battista
=(Mc 1,2-8; Lc 3,1-18) At 19,4 (Gv
1,6-8; 15-37)
1 In quei giorni venne Giovanni il battista, che predicava nel
deserto della Giudea, e diceva: 2 «Ravvedetevi, perché il
regno dei cieli è vicino». 3 Di lui parlò infatti il
profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel
deserto: "Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri"». 4 Giovanni aveva un vestito di
pelo di cammello e una cintura di cuoio intorno ai fianchi; e si
cibava di cavallette e di miele selvatico. 5 Allora Gerusalemme,
tutta la Giudea e tutto il paese intorno al Giordano
accorrevano a lui; 6 ed erano battezzati da lui
nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 7 Ma vedendo molti
farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza
di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l'ira futura? 8 Fate
dunque dei frutti degni del ravvedimento. 9 Non pensate di dire
dentro di voi: "Abbiamo per padre Abraamo"; perché io vi dico
che da queste pietre Dio può far sorgere dei figli ad Abraamo.
10 Ormai la scure è posta alla radice degli alberi; ogni
albero dunque che non fa buon frutto, viene tagliato e gettato nel
fuoco. 11 Io vi battezzo con acqua, in
vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è
più forte di me, e io non sono degno di portargli i calzari;
egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco. 12
Egli ha il suo ventilabro in mano, ripulirà interamente la sua
aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la
pula con fuoco inestinguibile».
Se consideriamo la Bibbia come
una grande storia d’amore tra Dio e
l’Umanità, Giovanni è colui che introduce nella
scena di queste nozze lo Sposo, cioè Dio. Giovanni è
considerato il precursore, colui che chiude l’Antico
Testamento e apre al Nuovo introducendo la figura di Gesù.
Questo personaggio che smette di fare ciò che faceva
abitualmente (il carpentiere) per iniziare una nuova vita, la vita
di salvezza per cui era stato concepito e per cui era venuto
miracolosamente al mondo. Come sempre la domanda
è: Chi è Gesù? La presentazione
di Giovanni è sempre in quest’ordine sull’identità di Gesù. Parlare di Giovanni
è come alzare un sipario per incominciare la prima scena di
questa storia che si chiama Vangelo. Per Matteo qui inizia
“Ufficialmente” il Vangelo, la bella notizia che sta
per compiersi una festa, di nozze, tra Dio e l’umanità.
Nel matrimonio ebraico erano gli amici che accompagnavano i due
sposi ad incontrarsi e anche qui è Giovanni ad introdurre
Gesù. Giovanni è inquadrato come il nuovo Mosè che
dal deserto accompagna il popolo alla terra promessa. È il
nuovo profeta Elia che richiama con forza e rudezza
l’attenzione del popolo alla sua
condotta e a come deve essere velocemente cambiata. Gesù e
Giovanni sono presentati contemporaneamente, con la stessa
modalità e sullo stesso piano umano (Il
“convertitevi…” di Giovanni e di
Gesù) si accentua la infinita
superiorità di Gesù rispetto Giovanni quando si mostra
che il battista non ha il diritto nemmeno di portare (sciogliere) i
sandali del cugino. La conversione, il
ravvedimento, il cambiamento di mentalità, più che di
usanze, indicano che il Regno a cui si tende non è quello
degli uomini, ma quello dei cieli. Quindi un regno spirituale, non
disincarnato, ma che va al di là
della salvezza politica che il popolo attendeva dal Messia.
Gesù è fuori di quest’ottica, è un matrimonio
nuovo, una conversione nuova. Giovanni predica nel deserto, luogo
che rimanda all’Esodo. C’è un richiamo anche ad
Osea, alla sua profezia in Os 2,16 : “Quel giorno
avverrà», dice il Signore, «che tu mi chiamerai:
"Marito mio!" e non mi chiamerai più: "Mio Baal!”.
Così come Geremia al 2,2-3 «Va', e grida alle orecchie di
Gerusalemme: "Così dice il Signore Io mi ricordo dell'affetto
che avevi per me quand'eri giovane, del tuo amore da fidanzata,
quando mi seguivi nel deserto, in una
terra non seminata. Israele era consacrato al Signore, egli era le
primizie della sua rendita; tutti quelli che lo divoravano si
rendevano colpevoli, e la calamità piombava su di loro", dice
il Signore.» Giovanni si “maschera da
Elia” 2 Re 2,8 “Quelli gli risposero: «Era un uomo
vestito di pelo, con una cintura di cuoio intorno ai fianchi».
E Acazia disse: «È Elia il Tisbita!”. Giovanni
è descritto come uno estremamente severo, quasi perfido, ma
questo indica all’imminenza del regno di Dio, c’è
necessità di cambiare e subito. I farisei e
gli scribi vengono indicati come delle vipere,
che tradotto vuol dire figli del serpente, lo stesso serpente
(vipera) tentatore, furbo, che ti coglie di sorpresa. Questi
signori, persone molto religiose, sono considerate parenti del
tentatore, del diavolo, perché vogliono un matrimonio vecchio
stile, basato sulle regole ma non sull’amore, sulla legge, ma
non sulla motivazione nuova portata da Gesù. Questo scontro
durerà per tutto il vangelo. La Chiesa intesa come la
novità verrà sempre attaccata dalla vecchia modalità
di concepire e vivere la religione fondata sull’osservanza
dei comandamenti più che sull’amore a Gesù nelle
persone. Con Gesù, ci indica Giovanni, non conta appartenere, essere di quel popolo per
dirsi credenti, ma l’appartenenza è
alla fede in Gesù. In lui ci s’innamora di Dio e
per vivere questo amore con un comportamento che
ne esprima l’esistenza. Anche una pietra è ebrea
perché sta in terra promessa, un cristiano invece non ha
terra, perché la fede è nel suo cuore, nelle sue scelte,
non nella geografia. Un cristiano è cittadino del mondo ma
straniero ovunque, perché la propria patria è in
Gesù nei cieli (Didaché). Giovanni è inferiore a
Gesù come e più di uno schiavo, al quale
non era chiesto di togliere i sandali del
padrone, l’importanza di Gesù è tale che Giovanni
non è degno di toccarli!
Conclusioni: Giovanni è l’amico dello Sposo perché
prepara la festa, ripulendo, ordinando e facendo compiere alla
storia quell’ultima svolta necessaria per
iniziare questo nuovo rapporto con Dio basato sull’amore e
non sulle regole. Svolta dell’umanità che prevede
l’attenzione e la carità per le persone e non solo
l’osservanza sine lettera
della Torah. La Storia cambierà quando si
cambierà il vecchio modo di rapportarsi con Dio: l’amore
insegnato da Gesù! Tutto in Giovanni è un simbolo che
induce a questo cambiamento, a questa preparazione veloce, pronta,
senza tanti ripensamenti. Si rischia di perdere l’occasione
del passaggio di Gesù e dell’incontro decisivo con lui.
Questo sposalizio ha inizio con il Battesimo si compirà nelle
nozze della croce e si attuerà nella prole della Chiesa. La
fedeltà di Dio è indiscussa. Oggi siamo noi ad essere gli
invitati a questo matrimonio con Dio, a innamorarci di Dio partendo
dalla sua parola. Una novità che
nasce dalla religione fondata sull’amore e non più sul
comportamento, che ne diviene una conseguenza. Dell’incontro
definitivo con il Signore non sappiamo la data ma sappiamo che ci
sarà e allora ci prepariamo come ci si prepara per un
matrimonio che resta, anche oggi, la festa più importante per
una persona e la sua famiglia. Accogliere il grido dell’amico
che ci dice che Gesù sta arrivando e ci mettiamo
all’opera per cambiare, di vagliare tutto della nostra vita
come sull’aia si puliva la pula al vento, lasciare
l’essenziale. Il Battesimo di conversione da noi
già ricevuto da piccoli deve essere
riqualificato riscoprendo il Vangelo e compromettendosi con la
storia, migliorandola. Accogliere lo Spirito Santo, riempirci della
sua presenza significa diventare pieni di valori grandi e poi
realizzarli in prima persona. Testimoniare prima che parlare. Non
allunghiamo i tempi, il giudice è pronto a pesare, il giudice
è la nostra stessa coscienza, è la nostra stessa vita che
viene pesata sull’amore di cui sappiamo riempirla.
Sull’amore saremo giudicati non sulle le regole che abbiamo
saputo applicare. Facciamo dunque anche noi frutti degni di
conversione. Il Battesimo è come un innesto. L’innesto
di Gesù in noi funzionerà quando
vedremmo i frutti. Quando ci sentiamo dire
dagl’altri: “è cambiato, non fa
più come prima, è migliore!”
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