7a lezione

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parrocchia - corso bibbia
Sabato 13 Dicembre 2008 01:46

1LA NASCITA DEL RISORTO

 

Mt 1,1-17

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Vangelo dell’infanzia di Gesù nella Chiesa fu elaborato e poi scritto in epoca tardiva. La Comunità cristiana sentì di puntare l’attenzione sull’evento centrale per la fede in Gesù Cristo cioè la passione, morte e risurrezione. In seguito incominciò ad interessarsi sui detti e gesta del Signore ed infine furono collocati l’inizio della vita. Al centro dell’attenzione del credente resta la vita pubblica di Gesù cioè i tre anni prima della morte e risurrezione di Gesù.

Due sono gli evangelisti che hanno compiuto questa operazione: Matteo e Luca. Matteo lo fa in modo drammatico, solenne ed esprime quello che poi segue. Luca fa una riflessione narrativa più alla portata del nostro comune sentire anche se rivela un capovolgimento dell’ottica di salvezza di Dio da quella dell’umanità.

 

Prendiamo in esame in questo incontro il vangelo secondo Matteo e poi negl’altri appuntamenti prima del Natale il Vangelo secondo Luca.

Il testo di Matteo capitoli 1-2 ci descrive dunque l’infanzia di quale personaggio? Questa è la domanda che vogliamo porci all’inizio per poter scorgere ciò che il testo di Matteo ci presenta e non ciò che noi abbiamo in testa sul Natale come noi lo viviamo abitualmente. Di chi si parla?

 

Possiamo dividere il brano in questione in queste parti:

1,1-17 Genealogia

1,18 - 25 Nascita di Gesù

2,1 - 12 Visita dei magi

2,13-15 Fuga in Egitto

2,16-18 Strage degl’innocenti

2,19-23 Ritorno dall’Egitto

 

La genealogia è un modo di introdurre un personaggio molto importante nell’antichità. Anche oggi qualcuno lo fa ma è molto pesante leggerla. . È una sintesi della storia della salvezza questa genealogia. Ci sono inesattezze storiografiche ma all’evangelista non interessano tanto le date interessano altri punti vuole condurci come in un romanzo giallo alla scoperta di un personaggio che emerge tra le trame del racconto, che non è subito chiaro ma che poi ricolleghiamo a tanti fatti. Questo modo di esporre le cose è intrigante e ci fa capire meglio di chi stiamo parlando e della grande missione che gli è stata affidata dall’autore del giallo, che qui è Dio stesso.

Allora come i migli investigatori cerchiamo ogni particolare e appuntiamocelo per poi risalire al pezzo grosso che stiamo cercando. 

 

La genealogia in questione  è suddivisibile in tre parti: intestazione (Mt 1,1); antenati di Gesù (Mt 1,2-16); Conclusione (Mt 1,17).

 

All’inizio si parla della GENESI, questo lo ritroviamo all'inizio della Bibbia, è un altro inizio? Non va più bene quello che c’era stato? Chi è costui che fa ricominciare tutto dall’inizio, dalla genesi.

La prima citazione è per le donne contenute in questa genealogia sono 5. Il primo fatto strano è citare delle donne. Non si faceva mai, la donna era portatrice della razza ebraica ma non della discendenza. All’interno di Israele erano tutti ebrei e quindi era scontato dire che questo personaggio era ebreo, interessava sapere che tipo di ebreo era, se plebeo o nobile, schiavo o re. Vediamo che donne ha citato Matteo:  2 donne erano peccatrici indica che quest’uomo a che fare con il peccato ma come? 2 donne erano straniere quindi questo personaggio avrà a che fare con gli stranieri ma come? L’ultima donna ad essere citata è Maria che vuol dire “Esaltata”, chi nascerà da una che è stata messa in alto?

 

Poi c’è Giuseppe, che faceva di Cognome “di Davide”. Nella Bibbia non c’è il cognome ma c’è la generazione e in questa cantilena viene ripetuto per 49 volte. X a generato Y e via così . Giuseppe dà a questo personaggio di appartenere alla casata di Davide, del re per eccellenza nella storia di Israele .  La Madonna invece faceva parte della casata dei leviti, discendente di Aronne. Quindi questo personaggio ha a che fare con i Re e con i sacerdoti.

Il triplice raggruppamento di 14 generazioni, sottolineato da Matteo stesso, ha varie interpretazioni:

Il valore numerico delle consonanti D=4; W=6; D=4 del nome Dawi d è di quattordici che moltiplicato per tre da 49. Quindi questo personaggio sarebbe più importante di re Davide tre volte;

La prima serie di 14 generazioni riporta esattamente le generazioni tra Abramo e  re Davide, le altre sono state aggiustate, l’importante è arrivare a Gesù;

Matteo ricorda la prima settimana della Genesi, in cui il numero sette viene ripetuto per i sei giorni in cui Dio ha lavorato. La settima settimana è il tempo del personaggio di cui ci stiamo interessando, la pienezza del tempo ( 6 x 7=49), c’è qui la nuova creazione fatta da Dio;

 

Allora chi è Gesù?

   

QuindiGesù è un nuovo mondo, un nuovo creato. “ Gesù è il Messiaquesta audace affermazione che emerge dalla lettura del testo della genealogia è dimostrata da questi elementi:

Gesù è il discendete di Davide, a cui Dio aveva promesso la discendenza del Messia ( 2 Sam 7,1-7).

Gesù è il discendente di Abramo che ricapitola ( riavvolge) in sé tutta la storia compiendo la benedizione di Dio in Gen 2,3;

Gesù è il dono di Dio all’intera umanità ( pastori, magi) che viene a cerca tutti gli uomini/donne ( Emmanuele).

 

 

Natale allora è vivere nella propria esistenza, personale e di famiglia che:

 

Con Gesù è possibile iniziare un’altra volta daccapo il proprio rapporto matrimoniale, la propria conduzione familiare;

Con Gesù che viene al mondo,  è Dio che ci viene a cercare. Lasciamoci trovare, ascoltiamo ciò che ci vuole dire per il nostro bene, non rifiutiamo a priori la vita di Chiesa e il Vangelo che solo in essa si ascolta da secoli.

Con Gesù si può rimettere in discussione la propria esistenza, chiederci se davvero stiamo facendo ciò che è bene per noi stessi, per i nostri cari oppure c’è da cambiare rotta.

Con Gesù il Natale ritorna ad essere una rivelazione, una visita di Dio e allora forse è ora di contraccambiare  facendo visita a Dio nei malati, in chi soffre nell’anima, dare parole nuove a chi non spera più.

Natale per il vangelo di Davide è impegnarsi perché non ci siano più stragi di innocenti, che non ci sia più bisogno di emigrare coma la Sacra Famiglia, che ognuno possa essere se stesso senza dover apparire ciò che non è.

Natale è non avere pregiudizi verso gi altri, è accogliere chiunque senza sapere chi è stato, chi erano i suoi antenati, senza troppi ossequi per chi ha più di noi.

Natale è interessarsi concretamente per chi oggi nasce dentro una stalla, è farsi personalmente dono per i poveri.

Natale è imparare a leggere e gustare la Bibbia per conoscere chi è Cristo oggi, per amarlo e salvarci grazie a lui che è la nuova creazione.

Natale è …

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