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| parrocchia - corso bibbia | |||||||||||
| Sabato 13 Dicembre 2008 01:46 | |||||||||||
CORSO BIBLICO 2007/085a Lezione, Martedì 29 Ottobre_________________________________________________________________________________________________________________________ RISCOPRIRE LA FESTA DEL 1 e 2 NOVEMBRE
1Vedendo le folle, Gesù salì
sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi
discepoli. 2Prendendo allora la parola, li ammaestrava
dicendo: 3Beati i poveri in spirito, perché di
essi è il Regno dei Cieli. 4Beati gli afflitti, perché saranno
consolati. 5Beati i miti, perché erediteranno la
terra. 6Beati quelli che hanno fame e sete della
giustizia, perché saranno saziati. 7Beati i misericordiosi, perché
troveranno misericordia. 8Beati i puri di cuore, perché
vedranno Dio. 9Beati gli operatori di pace, perché
saranno chiamati figli di Dio. 10Beati i perseguitati per causa della
giustizia, perché di essi è il regno dei
cieli. 11Beati voi quando vi insulteranno, vi
perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male
contro di voi per causa mia.
12Rallegratevi ed
esultate: grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così, del resto, perseguitarono i
profeti che furono prima di voi.” Beati i poveri. La differenza tra il “povero” di Luca e il
“povero nello spirito” di Matteo non cambia nella
sostanza. Matteo non intende certamente riferirsi a coloro che,
benché ricchi, sono spiritualmente staccati dalle loro
ricchezze. Molto probabilmente la frase echeggia Is 61,1 (v. Lc
4,18). Entrambi le beatitudini (di Mt e Lc) designano la classe
povera che costituiva la grande maggioranza della popolazione del
mondo ellenistico. Il “povero in spirito” di Matteo
pone l’accento più che sulla mancanza letterale di
ricchezze, sulla bassa condizione dei poveri: la loro povertà
non permetteva l’arroganza tipica
delle persone ricche, ma imponeva loro un rispetto servile. Sono
questi “poveri nello spirito” che
ora sono “beati”. Beati gli
afflitti. Riecheggia in questa beatitudine la situazione descritta in
Is 61,1. La beatitudine si riferisce a coloro che non hanno alcuna
gioia in questo mondo, e in questo senso essa sarebbe molto vicina
e simile alla prima e terza beatitudine. Si intendono qui molto
probabilmente coloro che piangono per i mali d’Israele dovuti
ai suoi peccati. La loro consolazione consisterà
nell’esperienza della salvezza
messianica. Beati i
miti. Questi fanno parte della stessa
classe dei “poveri in spirito”, che non sono in grado
di essere aggressivi. L’ideale della mitezza è descritto
in termini concreti in 5, 39-42: “Se uno ti percuote la
guancia destra…” (Abele). I miti possederanno la terra
escatologica d’Israele, recuperata mediante le opere
salvifiche di Dio. La frase riecheggia le promesse della terra
fatte ai patriarchi dell’A.T. Beati quelli che hanno
fame e sete della giustizia.
La “giustizia” di cui bisogna aver
fame e sete è un termine assai pregnante. In Mt essa designa
la condizione di buoni rapporti con Dio, ottenuti con la
sottomissione alla sua volontà. Nel giudaismo farisaico si
pensava che questa condizione venisse garantita mediante
l’osservanza minuziosa della legge secondo i modelli
farisaici. Gesù afferma con insistenza che i suoi discepoli
devono sforzarsi di attuare qualcosa di più perfetto:
“Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi
e farisei …” (Mt 5,20). Beati i
misericordiosi. La misericordia è una
caratteristica di Dio; Dio è fedele nonostante le
infedeltà degli uomini. L’ ideale della misericordia o
compassione ricorre spesso in tutti i vangeli. La beatitudine
è illustrata dalla parabola del servitore spietato (Mt 18,
23-35). Le due opere di misericordia maggiormente sottolineate in
Mt sono l’elemosina e il perdono. La ricompensa della
misericordia è di ricevere misericordia. Beati i puri di
cuore. La purezza
di cuore è contrapposta alla purezza levitica esteriore
ottenuta mediante l’abluzione rituale: è questo un punto
di numerose diatribe tra Gesù e i farisei. Ciò che si
intende per “purezza di cuore” è spiegato in Mt 5,
13-20 (“Voi siete il sale della terra… La luce del
mondo… Così risplenda la vostra luce davanti agli
uomini, perché vedano le vostre opere buone…). La
ricompensa della purezza di cuore è di vedere Dio. Ciò
non significa ciò che in teologia è chiamato la
“visione beatifica”, ma l’ammissione alla
presenza di Dio (v. Mt 18,10: “Guardatevi dal disprezzare uno
solo di questi piccoli, perché vi
dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre
mio”). Beati gli operatori di
pace . Questa parola ebraica “i
pacificatori” significa “coloro che compongono i
dissidi”. La riconciliazione è un compito spesse volte
raccomandato nei vangeli: Mt 5,23-26 “Se presenti la tua
offerta all’altare… và prima a
riconciliarti”. La ricompensa è di
essere chiamati figli di Dio. E’ questo un titolo attribuito
a Israele nell’A.T.; coloro che compongono dissidi sono
israeliti autentici. Beati i perseguitati per
la giustizia. La persecuzione subita per
amore della giustizia è la persecuzione che viene accettata
allo scopo di mantenere i buoni rapporti con Dio mediante la
sottomissione alla sua volontà (v. commento a 5,6). In questo
ampliamento (5,11-12) della beatitudine Gesù viene
identificato con la giustizia. Egli sostituisce la legge quale
unico mezzo sicuro per mantenersi in buoni rapporti con Dio. Tale
rapporto causerà certamente la persecuzione (descritta in
termini dell’esperienza della Chiesa primitiva), ma la
ricompensa supererà ogni ricompensa precedente. La Chiesa
succede ai profeti che furono perseguitati dal loro stesso popolo.
La persecuzione a cui si allude qui è
molto probabile l’offensiva scatenata dai giudei contro la
comunità cristiana. In conclusione è
difficile per noi valutare il carattere paradossale delle
beatitudini. Esse iniziano una rivoluzione morale che non ha ancora
raggiunto la sua pienezza. Esse capovolgono tutti i valori
convenzionali del mondo giudaico e romano-ellenistico e dichiarano
beati coloro che non partecipano di quei valori. Vengono qui
ripudiati non soltanto i valori esterni della ricchezza e della
condizione sociale ma anche quei valori personali che sono ottenuti
e difesi mediante l’auto-affermazione e la lotta. Le
affermazioni generali delle beatitudini sono ampliati con esempi
concreti del discorso. _______________________________________________________________________________
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