3a lezione

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parrocchia - corso bibbia
Sabato 13 Dicembre 2008 01:46

CORSO BIBLICO 2007/08



3a lezione, Martedì 09 Ottobre:


Ma la Bibbia sà cosa vuol dire Amare?



MA LA BIBBIA SA COSA VUOL DIRE AMARE?

 

IL PIANO DI DIO SUL MATRIMONIO

 

Premessa

Le pagine bibliche non sono una semplice fotografia del matrimonio nell’antica società ebraica. Nel testo sacro il matrimonio è rinnovato dalla fede nel Dio vivente, Signore della storia, anche nei riti.

In tutta la storia di Israele l’unità, la stabilità, la fedeltà, sono sempre stati considerati dei valori irrinunciabili e presenti nel patto coniugale; anche se la legislazione prevedeva delle deroghe che Gesù stesso condannò. Il messaggio di Gesù aiuta a comprendere il fondamento dell’amore nuziale, scoprendone la natura stessa e le note universali che lo qualificano, nel superamento della durezza di cuore (peccato originale come rottura del progetto d’amore di Dio).

 

- 1 - L’UOMO E LA DONNA, IMMAGINE DI DIO

 

E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

Dio creò l'uomo a sua immagine;

a immagine di Dio lo creò;

maschio e femmina li creò.

Dio li benedisse e disse loro:

«Siate fecondi e moltiplicatevi,

riempite la terra;

soggiogatela e dominate

sui pesci del mare

e sugli uccelli del cielo

e su ogni essere vivente,

che striscia sulla terra».

(Gen 1, 26-28)

 

Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

 (Gen 1, 31)

 

In questo primo capitolo l’uomo e la donna sono creati insieme, uguali nella dignità e nella positività di fronte a tutto il creato. Anzi: ne è sancita la superiorità rispetto alla creazione.

Gli insegnamenti che possiamo trarre da questo primo capitolo sono i seguenti: Dio è il Signore della creazione; tutte le creature sono buone; l’uomo ha nel mondo un primato ed una responsabilità.

Se tutto è dono di Dio, anche la sessualità si qualifica come realtà positiva e salvifica, e va vissuta all’interno del progetto di Dio in cui fu pensata. Si noti come il compito procreativo è messo in stretta correlazione con la somiglianza all’opera creatrice di Dio…. La fecondità è una benedizione e come tale va ricercata.

 

- 2 - COMUNIONE DI VITA E DONO DI VITA

 

Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse:

 

«Questa volta essa

è carne dalla mia carne

e osso dalle mie ossa.

La si chiamerà donna

perché dall'uomo è stata tolta».

Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.

 (Gen 2, 18-24)

 

Nel secondo e terzo capitolo della Genesi (seconda metà X° sec. a.c.) vengono narrati i seguenti episodi: creazione di Adamo, collocazione nel giardino, solitudine di Adamo, creazione di Eva.

E’ in queste pagine che possiamo riconoscere gli elementi strutturali del patto coniugale (cfr. Gen 2,18-25). Proviamo a rileggere in questa prospettiva alcune delle frasi più significative.

 

“Non è bene che l’uomo sia solo”

L’uomo non è fatto per la solitudine, ma per la relazione, il dialogo. Bisogno primario non è la procreazione (garanzia di continuità per la specie) ma la relazione, il dialogo con un altro essere vivente. L’attrazione uomo – donna è anche più forte dei legami di sangue.

 

“Gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”

E’ affermata sia l’idea di uguaglianza (simile), sia l’idea di completamento (un aiuto); uomo e donna hanno pari dignità, la stessa ragione, la stessa natura.

 

“E la condusse all’uomo”

E’ Dio che conduce la donna all’uomo che reagisce con gioiosa sorpresa (può essere interessante confrontare questo episodio con quello del “peccato”).

 

“Osso delle mie ossa, carne della mia carne”

Viene ribadita la pari dignità dei due sessi.


”Diventeranno una sola carne”

“Carne” nella Bibbia sta per “tutto l’uomo” e diventare “una sola carne” significa perciò realizzare una unione completa, una comunione di esistenza che implica e porta a compimento anche quella fisico - sessuale. L’antropologia biblica sottolinea fortemente l’unità della persona, per cui la corporeità è la via per una comunione totale.

 

“Si unisce alla sua donna”

Si è voluto scorgere qui una difesa della monogamia. Forse è troppo. In ogni caso, però, è vero che il matrimonio uscito dalle mani di Dio e descritto come una società di un solo uomo e una sola donna.

 

Possiamo quindi concludere che il matrimonio nella narrazione della creazione è:

  1. pari dignità tra uomo e donna
  2. complementarietà
  3. comunione profonda tra i due
  4. dialogo nel rapporto uomo – donna

 

- 3 - IL PECCATO ROVINA IL PIANO DI DIO

 

14Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché tu hai fatto questo,

sii tu maledetto più di tutto il bestiame

e più di tutte le bestie selvatiche;

sul tuo ventre camminerai

e polvere mangerai

per tutti i giorni della tua vita.

15Io porrò inimicizia tra te e la donna,

tra la tua stirpe

e la sua stirpe:

questa ti schiaccerà la testa

e tu le insidierai il calcagno».

6Alla donna disse:

«Moltiplicherò

i tuoi dolori e le tue gravidanze,

con dolore partorirai figli.

Verso tuo marito sarà il tuo istinto,

ma egli ti dominerà».

 

17All'uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare,

maledetto sia il suolo per causa tua!

Con dolore ne trarrai il cibo

per tutti i giorni della tua vita.

18Spine e cardi produrrà per te

e mangerai l'erba campestre.

19Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;

finchè tornerai alla terra,

perchè da essa sei stato tratto:

polvere tu sei e in polvere tornerai!».

20L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.

 (Gen 3, 14-20)

 

Quanto descritto sopra è ciò che Dio ha creato, è ciò che è nel suo progetto, ma la realtà quotidiana è diversa. Il peccato originale crea divisione, spaccatura, lacerazione interiore. (cfr. Gen 3,1-5)

Prima del peccato originale Adamo ed Eva non si vergognavano della loro nudità, dopo se ne vergognano, “…allora di aprirono gli occhi di tutti e due si accorsero di essere nudi”.

Questo è il segno della lacerazione che si è creata tra di loro.

Adamo accusa Eva “La donna che mi hai posto accanto…”

Nella coppia che pur fu creata per essere una sola carne si è introdotta la divisione. A causa della colpa, frutto di una spaccatura nel disegno creativo di Dio l’uomo dominerà sulla donna, “verso tuo marito sarà il tuo istinto…ma egli ti dominerà”.

Possiamo quindi concludere che queste pagine ci mettono in guardia rispetto al rapporto uomo-donna che nella sua concretezza è costantemente minacciato dai nostri limiti.

Sono in agguato la prepotenza, la sopraffazione e la passionalità disordinata. Bisogna quindi vigilare.

 

- 4 -  UNA FAMIGLIA SOLIDALE E APERTA

 

Dal punto di vista sociologico, la famiglia israelitica ha subito nella sua lunga storia delle trasformazioni. Questa in sintesi la sua evoluzione:

  1. Famiglia patriarcale – nomade: diverse generazioni vivono insieme al patriarca (CLAN).
  2. Famiglia sedentaria e contadina: coltiva e vive dei frutti della terra.
  3. Famiglia urbana: (tempo dei profeti) vive in piccole case (genitori + figli).
  4. Famiglia della diaspora: deve vivere in mezzo a gente pagana.

 

Emergono diversi valori legati al nucleo familiare:

-          Famiglia luogo della solidarietà.

-          Famiglia luogo di trasmissione della fede (Deut. 6,7)

-          Famiglia luogo ospitale per gli anziani (cfr. quarto comandamento “onora il padre e la madre” che è rivolto a degli adulti).

-          Famiglia luogo di apertura sociale verso i poveri e gli orfani.

 

- 5 - RITORNO ALLE ORIGINI CON GESU’: UNITA’ E FEDELTA’

 

 

Partito di là, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l'ammaestrava, come era solito fare. E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E' lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla ». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina;  per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L'uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto». Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; (Mc 10, 1-11)

 

Al patrimonio dell’antico Testamento, gli evangelisti introducono le seguenti novità.

a)      La radicale affermazione dell’indissolubilità del matrimonio

b)      Il primato del Regno di Dio

c)       La via del celibato come profezia e segno della radicalità ed esclusività dell’amore per Dio

d)      L’intuizione che l’archetipo della società coniugale non sono più Adamo ed Eva, ma Cristo e la Chiesa.

 

Alcune note: L’indissolubilità è affermata in modo chiaro rifacendosi al piano originario di Dio: essa è inscritta nella natura stessa dell’amore, non in una legge. E’ struttura stessa dell’amore universale e non un di più che appartiene alla novità cristiana. Dio non è semplice testimone delle nozze, né solo colui che presenta la sposa, ma è Colui che unisce l’uomo e la donna.

 

 

 

 

 

- 6 - L’AMORE DI CRISTO PER LA CHIESA, SIMBOLO DELL’AMORE DEL MARITO ALLA SPOSA

 

Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolàtri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio.

 

[21]Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.

[22]Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; [23]il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. [24]E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.

[25]E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, [26]per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, [27]al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunchè di simile, ma santa e immacolata. [28]Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. [29]Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, [30]poiché siamo membra del suo corpo. [31] Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. [32]Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! [33]Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.

 (Ef 5, 21-33)

 

Si noti il rapporto con gli usi del tempo e il loro superamento in forza della qualità evangelica dell’amore.

L’amore non è concepito solo come sentimento, ma ha delle note caratteristiche sue proprie, note oggettive che vanno oltre l’aspetto emotivo e sentimentale. A queste note occorre rifarsi per vivere la dimensione più autentica della’amore nuziale, superando la “durezza del cuore” di cui parlava Gesù, il peccato di origine di Gen 3 che si pone contro la natura stessa dell’amore all’interno del progetto di Dio.

 

PER LA DISCUSSIONE

 

*) Ritenete che la Parola di Dio orienti amorevolmente la vostra vita?

*) Sapevate che in pagine così antiche della Bibbia era contenuta l’intuizione di una eguaglianza e complementarietà tra l’uomo e la donna?

*) Sposarsi significa costruire insieme una vita a due. Avete pensato ad un progetto comune di vita?

*) Cosa c’entra Dio col vostro amore? Come potrebbe c’entrare?

*) Su che cosa si basa il vostro progetto di vita?

-         sulla suggestione pubblicitaria?

-         su ciò che vedete e sentite dagli altri?

-         Sulla vostra autonoma volontà?

-         Sulla parola di Dio?

-         Su ciò che fanno tutti?

-         Su ciò che sento giusto io?

-         Sul sentimento che vi lega?

 

 



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