16a lezione

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parrocchia - corso bibbia
Sabato 13 Dicembre 2008 01:45

CORSO BIBLICO 2007/08




16a Lezione, Martedì 11 Marzo 2008


LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI  9,1-41

Un cieco incontra la luce 

 

Il messaggio biblico della quarta domenica  di Quaresima è centrato sul tema della LUCE. La vita cristiana si svolge all’insegna di un dramma tra tenebre e luce. Il brano del Vangelo è una sorta di cammino verso l’illuminazione: chi crede in Gesù giunge all’illuminazione; chi non crede  rimane nelle tenebre . Nella luce di Cristo ogni uomo produce i frutti della luce: bontà, giustizia e verità. Il peccato è la tenebra nella quale vive l’uomo, e a causa della tenebra-peccato  l’uomo  non può vedere la vastità di Dio. Ma Gesù è la luce che illumina la nostra tenebra; l’uomo deve quindi aprirsi completamente alla luce di Cristo. Quando questo avviene egli diventa un illuminato e un illuminante. Dal brano del Vangelo siamo invitati a meditare la storia della guarigione di un cieco nato. Questo episodio è un esempio concreto  di come il quarto vangelo rivela il senso profondo, nascosto  nei fatti della vita di Gesù. La storia della guarigione del cieco ci aiuta ad aprire gli occhi sull’immagine di Gesù che ognuno di noi porta in sé. (A volte (per la verità spesso o il più delle volte) abbiamo l’idea di un Gesù – Re glorioso distante dalla vita degli uomini. Ma nei Vangeli Gesù appare  come un servo dei poveri – amico dei peccatori. L’immagine del Messia –Re che avevano i farisei gli impediva di riconoscere in Gesù il Messia – Servo.

La tradizione che Gesù guarisce i ciechi è ben documentata nei Vangeli. Questo tipo di guarigione non ha uno sfondo nei miracoli dell’A.T., ma la descrizione di uomini (spiritualmente) ciechi i cui occhi venivano (figurativamente) aperti faceva parte della raffigurazione profetica dei tempi messianici (Is 19,18; 35,5; 42,7). I racconti della guarigione di ciechi nei Vangeli: Mc 10,46 –52 Lc 18 ,35 –43 Mt 20, 29 –34; Mt  9,27-31; Mt 12,22-23 ; Mc 8,22-26; Mt 15,30; Mt 21, 4;)

Come l’acqua , anche la luce è un simbolo fondamentale dell’esistenza umana e dell’esperienza cristiana. Si entra nel regno della luce tramite la fede e il sacramento del battesimo, che la Chiesa primitiva chiamava illuminazione. Le letture proposte nella quarta domenica di quaresima , sono una catechesi battesimale per coloro che saranno battezzati nella notte della veglia pasquale, e per tutti noi che in quella notte rinnoveremo le promesse del battesimo che fu la nostra illuminazione. Le tenebre attentano sempre alla luce e vorrebbero sopraffarla; spesso ci riescono. Si tratta allora di ripercorrere l’itinerario della fede in Gesù, “luce del mondo”; di assumere il modo di vedere proprio di Dio e di scoprire, alla luce della sua parola, il proprio ruolo nella vita; si tratta di tradurre l’illuminazione interiore in un comportamento luminoso di vita, cioè di bontà, giustizia e verità.Il personaggio evangelico del cieco nato, è ormai entrato a pieno titolo in quella galleria di personaggi, in quel “nugolo di testimoni” (Eb 12,1), che caratterizzano l’itinerario quaresimale. Il credente, consapevole della natura particolare di questa luce e della propria cecità, deve chiedere al Signore di essere illuminato. Gesù è la luce del mondo in quanto, nel tempo della sua presenza sulla terra, compie le opere che il Padre gli ha affidato. Non è una luce che impone a chiunque indifferentemente di vedere. Quello che si verifica con il cieco nato dimostra come per mezzo di lui gli uni diventino vedenti e gli altri appunto ciechi.

Testo di S.Efrem, Diatessaron, 16, 28-32


Il cieco nato

            E perché essi avevano bestemmiato a proposito delle sue parole: “Prima che Abramo fosse, io ero” (Gv 8,58), Gesù andò verso l’incontro con un uomo, cieco fin dalla nascita: “E i suoi discepoli lo interrogarono: Chi ha peccato, lui o i suoi genitori? Egli disse loro: Né lui, né i suoi genitori, ma è perché Dio sia glorificato. È necessario che io compia le opere di colui che mi ha mandato, finché è giorno” (Gv 9,2-4), fintanto che sono con voi. “Sopraggiunge la notte” (Gv 9,4), e il Figlio sarà esaltato, e voi che siete la luce del mondo, scomparirete e non vi saranno più miracoli a causa dell’incredulità. “Ciò dicendo, sputò per terra, formò del fango con la saliva, e fece degli occhi con il suo fango” (Gv 9,6), e la luce scaturí dalla terra, come al principio, quando l’ombra del cielo, “la tenebra, era estesa su tutto” ed egli comandò alla luce e quella nacque dalle tenebre (cf. Gen 1,2-3). Così «egli formò del fango con la saliva», e guarì il difetto che esisteva dalla nascita, per mostrare che lui, la cui mano completava ciò che mancava alla natura, era proprio colui la cui mano aveva modellato la creazione al principio. E siccome rifiutavano di crederlo anteriore ad Abramo, egli provò loro con quest’opera che era il Figlio di colui che, con la sua mano, “formò” il primo “Adamo con la terra” (Gen 2,7): in effetti, egli guarì la tara del cieco con i gesti del proprio corpo.Fece ciò inoltre per confondere coloro che dicono che l’uomo è fatto di quattro elementi, poiché rifece le membra carenti con terra e saliva, fece ciò a utilità di coloro che cercavano i miracoli per credere: “I Giudei cercano i miracoli” (1Cor 1,22). Non fu la piscina di Siloe che aprì gli occhi del cieco (cf. Gv 9,7.11), come non furono le acque del Giordano che purificarono Naaman; è il comando del Signore che compie tutto. Ben più, non è l’acqua del nostro Battesimo, ma i nomi che si pronunciano su di essa, che ci purificano. “Unse i suoi occhi con il fango” (Gv 9,6), perché i Giudei ripulissero l’accecamento del loro cuore. Quando il cieco se ne andò tra la folla e chiese: «Dov’è Siloe?», si vide il fango cosparso sui suoi occhi. Le persone lo interrogarono, egli le informò, ed esse lo seguirono, per vedere se i suoi occhi si fossero aperti.Coloro che vedevano la luce materiale erano guidati da un cieco che vedeva la luce dello spirito, e, nella sua notte, il cieco era guidato da coloro che vedevano esteriormente, ma che erano spiritualmente ciechi. Il cieco lavò il fango dai suoi occhi, e vide se stesso; gli altri lavarono la cecità del loro cuore ed esaminarono sé stessi. Nostro Signore apriva segretamente gli occhi di molti altri ciechi. Quel cieco fu una bella e inattesa fortuna per Nostro Signore; per suo tramite, acquistò numerosi ciechi, che egli guarì dalla cecità del cuore.In quelle poche parole del Signore si celavano mirabili tesori, e, in quella guarigione era delineato un simbolo: Gesù figlio del Creatore. “Va’, lavati il viso” (Gv 9,7), per evitare che qualcuno consideri quella guarigione più come un stratagemma che come un miracolo, egli lo mandò a lavarsi. Disse ciò per mostrare che il cieco non dubitava del potere di guarigione del Signore, e perché, camminando e parlando, pubblicizzasse l’evento e mostrasse la sua fede. La saliva del Signore servì da chiave agli occhi chiusi, e guarì l’occhio e la pupilla con le acque, con le acque formò il fango e riparò il difetto. Agì così, affinché, allorché gli avrebbero sputato in faccia, gli occhi dei ciechi, aperti dalla sua saliva, avessero reso testimonianza contro di essi. Ma essi non compresero il rimprovero che egli volle fare a proposito degli occhi guariti dei ciechi: “Perché coloro che vedono diventino ciechi” (Mt 26,27); diceva questo dei ciechi perché lo vedano corporalmente, e di quelli che vedono perché i loro cuori non lo conoscano. Egli ha formato il fango durante il sabato (cf. Gv 9,14). Omisero il fatto della guarigione e gli rimproverarono di aver formato del fango. Lo stesso dissero a colui “che era malato da trentotto anni: Chi ti ha detto di portare il tuo lettuccio?” (Gv 5,5.12), e non: Chi ti ha guarito? Qui, analogamente: «Ha fatto del fango durante il sabato». E così, anzi per molto meno, non si ingelosirono di lui e non lo rinnegarono, quando guarì un idropico, con una sola parola, in giorno di sabato? (cf. Lc 14,1-6). Cosa gli fece dunque guarendolo? Egli fu purificato e guarito con la sola parola. Quindi, secondo le loro teorie, chiunque parla viola il sabato; ma allora - si dirà - chi ha maggiormente violato il sabato, il nostro Salvatore che guarisce, o coloro che ne parlano con gelosia?

 


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