|
CORSO BIBLICO 2007/08
10a Lezione, Martedì 29 Gennaio
2008
Tentazioni
di Gesù in Mt 4,1-11
Il nesso tra Battesimo e
tentazioni è forte. Satana si rifà alle parole “mio
figlio prediletto” . per dimostrare che Gesù è il
vero figlio di Dio e non il diavolo vediamo come il testo ci
presenta dapprima gli attori ( vv1-2) e poi la narrazione
dell’episodio del fatto.
Il messaggio teologico va
colto a due livelli: il primo è quello della vita di Gesù
in senso stretto, cioè come il diavolo vuole mettere Gesù
contro il Padre. Qui già c’è un primo richiamo
all’antico testamento dove, appena creato, l’uomo (nel
senso di umanità) viene subito tentato e cede. Il secondo
livello in cui vanno lette le tentazione è quelle in cui anche
noi siamo subendo la lusinga demoniaca. Anche noi possiamo vincerla
con la fede in colui che ha saputo vincere: cioè Gesù. La
tentazione fa cadere le aspettative della gente che voleva
un messia spettacolare, tutto pieno di
manifestazione umane di potenza, capace di grandi effetti
“mediatici”. La strada della libertà non è
più la gloria umana, ma l’obbedienza a Dio e alla sua
legge d’amore. Gesù non finse le tentazioni per
insegnarci come si vivono le passioni; fu realmente messo alla
prova e per questo divenne nostro modello e Salvatore come ha
inteso sottolineare la Chiesa primitiva. L’esempio che lui ci
dà è unico perché non ci fa lezioni ma affronta la
tentazione. Gesù può trasformare la nostra fragilità
in coraggio per lottare.
Tentare significa provare,
esaminare. La vita di Gesù è stata dura veramente e la
prova delle tentazioni ne è un riassunto ed una anticipazione
generale. Gesù fece sempre la volontà del Padre e quindi
è stato dagli uomini umiliato, osteggiato, condannato,
ridicolizzato ecc. Ma questo è nulla rispetto alle prove del
deserto Gesù. In questo luogo Gesù sta pianificando la
sua futura attività messianica, nel deserto luogo dove Dio
parla di solito nella Bibbia. Gesù viene assalito dal demonio
il quale gli prospetta la possibilità di evitare la fine del
servo sofferente e di salvare il mondo in
modo più facile, più semplice per gli uomini. Il successo
facile, immediato, senza tanti scrupoli del diavolo oppure la
tribolazione, il dorale della via lunga di Dio. Scegliere!
L’amore al Padre e l’obbedienza ai suoi voleri portano
Gesù a scegliere la strada lunga.
La triplice narrazione
delle tentazioni è proposta in ambito biblico, la sfida si fa
sulle cose di Dio, non su quelle degli uomini. La tentazione quindi
è sempre su questioni fondamentali, alte, di divina
ispirazione. Le tentazioni, che riguardano anche cose più poco
elevate hanno infondo origine dalle decisioni importanti. È in
questione tutta la fede di Gesù, che è una fede
israelitica, ebraica, e l’evento centrale della fede ebraica
è l’esodo. Le tentazioni seguono lo schema delle prove
che gli ebrei hanno affrontato nel deserto durante i famosi 40
anni. Le tre prove messe in senso inverso
rispetto al Deuteronomio alla manna ( Es 16) dell’acqua ( Es
17,1-7), al dono della terra di Canaan ( Es
23,20-33;34,11-14).
Gesù narrò
questa sua esperienza agli apostoli a Cesarea di Filippo ( Mt
16,22-23). La presenza nel deserto è di 40 giorni e 40 notti,
una sottolineatura che indica anche l’esperienza di Mosè
sul monte Sinai ( Es 24,16.18).
Nella prima tentazione
troviamo il collegamento con il battesimo come sopra accennato, se
sei figlio di Dio… essendo Figlio di Dio poteva morire di
fame? Allora c’è un diritto da impugnare. Ma Gesù
non ha mai preteso nulla perchè Figlio e non
padrone di Dio. Il passo di Mt 4,1-4 è
modellato su Dt 8,2-5: ” Ricordati
di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere
in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla
prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti
osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha
fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non
conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti
capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di
quanto esce dalla bocca del
Signore. Il tuo vestito non ti si è
logorato addosso e il tuo piede non si è gonfiato durante
questi quarant'anni. Riconosci dunque in cuor
tuo che, come un uomo corregge il figlio, così il Signore tuo
Dio corregge te.” Mentre gli ebrei
si lamentarono con mormorazioni continue, Gesù accetta di
ricevere sollievo da quella situazione con un sostentamento diverso
dal pane: con “ogni tipo di parola”. L’attesa di
un messianismo con un boom economico veniva così tolto dalla
realtà della nuova salvezza.
La seconda tentazione è
al tempio di Gerusalemme, come ci sia arrivato è un mistero,
forse un trasporto interiore. Gesù è portato nel luogo
alto dove veniva gettati i bestemmiatori nella vallata sottostante
del Cedron. Il Messia, essendo il Figlio di Dio avrà una
speciale protezione e quindi proviamo se è vero quello che
dice il Sal 91, 12 : “ Sulle loro
mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo
piede”. Gesù risponde al
diavolo citando l’episodio della mancanza d’acqua nel
deserto è una sfida verso Dio degli ebrei, una tentazione
contro Dio. Gesù si rimise invece alla volontà del Padre,
rinnovando la sua fiducia.
Terza tentazione ancora
più in alto su un monte. Il duello è tra satana e Dio. Il
diavolo pretende di essere adorato in quanto capo di questo mondo.
Gesù lo smaschera: satana è avversario, colui che tende
insidie. La tentazione dell’idolatria è fuori degli
orizzonti di Gesù. La fedeltà a Dio è l’unica
religione. Duello finito.
Dio offre spontaneamente il
nutrimento a Gesù, tramite gli angeli. Anche Israele è
stato servito dagli angeli ( Es 14,19; 32,34; 33,2). Questi non
seppero corrispondere alla benevolenza di Dio, Gesù lo fece
rimanendo fedele a Dio respingendo ogni compromesso con Satana.
>
CLICCA QUI PER TORNARE ALLA PAGINA PRINCIPALE <
|