12
Apr
2009

PASQUA 2009

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parrocchia - angolo parroco
Scritto da Don Gabriele Trombetti   

 

Un caro saluto a tutti i melanesi e non. È Pasqua ! Alleluia! La nostra gioia è adombrata dalle immagini, senz’azioni e crampi allo stomaco per lo sdegno di fronte al terremoto che ha “crocifisso” l’Aquila e il suo circondario. Dio abbia pietà dei morti e comporti i sopravvissuti e gli sfollati! Lo scenario inoltre non è bello per l’economia e tante situazioni locali di perdita del lavoro che questa crisi si porta dietro. Ma siamo anche credenti e a credere quando va tutto bene è facile. Rimanere ancorati  Cristo nella notte del doloro questo è prova di fede autentica e profonda. Mi sono venute in mente le praole del Cardinal Martini, ex arcivescovo di Milano, che in una delle sue memorabili lettere pastorali ne scrisse una sul Sabato Santo. Una giornata strana per la Chiesa, un giorno di attesa, di silenzio, di contemplazione della Croce ma anche di aurora di Pasqua. Ecco le sue parole:
 

 Maria, donna del sabato santo
(C.M.Martini, La Madonna del Sabato Santo)

Il senso del tuo soffrire, o Maria, è dunque la generazione di un popolo di credenti. Tu nel Sabato Santo ci stai davanti come madre amorosa che genera i suoi figli a partire dalla croce, intuendo che né il tuo sacrificio né quello del Figlio sono vani.
Se lui ci ha amato e ha dato se stesso per noi, se il Padre non lo ha risparmiato, ma lo ha consegnato per tutti noi, tu hai unito il tuo cuore materno all'infinita carità di Dio con la certezza della sua fecondità.
Ne è nato un popolo, "una moltitudine immensa... di ogni nazione, razza, popolo e lingua"; il discepolo prediletto che ti è stato affidato ai piedi della croce ("Donna, ecco il tuo figlio": Gv 19,26) è il simbolo di questa moltitudine.
La consolazione con la quale Dio ti ha sostenuto nel Sabato santo, nell'assenza di Gesù e nella dispersione dei suoi discepoli, è una forza interiore di cui non è necessario essere coscienti, ma la cui presenza ed efficacia si misura dai frutti, dalla fecondità spirituale. E noi, qui e ora, o Maria, siamo i figli della tua sofferenza.

Come abbiamo vissuto la nostra pasqua parrocchiale ?


Abbiamo iniziato venerdì 28 marzo con la Via crucis paesana che c’ha visto sfilare in silenzio profondo e condiviso per le vie del paese ripercotendo la passione e la sofferenza redentrice di Gesù. Una pioggia terribile e fredda non ci ha fermati. C’era la partita della Nazionale e altre attività ma nonostante tutto la gente di Melano ha partecipato ripercotendo le tappe della salita al calvario di Gesù con le meditazioni prese dagli scritti di Don Primo Mazzolari. Una trentina di persone si sono immerse in quel bel ambiente di preghiera sfidando il freddo. Grande è stata la cura nell’allestire le quattordici stazioni della Via Crucis. Le famiglie hanno dato prova di devozione e gusto. Grazie di cuore!

La domenica delle palme, con un tempo ottimo invece, ha ravvisato il coinvolgimento di tutti i presenti. La lettura della Passione, invece che essere letta con i classici tre lettori dall’altare, è stata fatta da tutti i presenti. Ognuno a partecipato attivamente alla lettura della  Passione del  Signore avendo il testo in mano. Il “Popolo” era davvero il popolo di Melano e s’è cercato di riflettere sulle risposte che i vari personaggi dicono: Caifa, Giuda, Pilato, i discepoli… ognuno ha detto quelle parole, ognuno ha pensato a quelle parole, ognuno ha riflettuto su quelle parole. Il silenzio ha dato modo di approfondire tale messaggio.

Il giovedì santo la lavanda dei piedi in ricordo di quello che Gesù ha fatto nel suo giovedì santo duemila anni fa. All’incirca tutti i nostri bambini del catechismo sono stati partecipi in questo gesto vissuto senza perdere la concentrazione e in qualcuno s’è vista anche una certa emozione. Anche angelo Loia, il più piccolo di tutti con la Mamma , a compiuto questo gesto. Uno spettacolo! Dopo cena s’è svolta la preghiera d’Adorazione Eucaristica. L’Altare della riposizione o come si diceva nel passato “Il Sepolcro” (vedi foto) è stato allestito da Gianna, Rita e Orietta. Il significato da cui s’è partiti è quello della MISSIONE. Al centro un piccolo tempietto che rappresenta il Tempio di Gerusalemme, luogo per secoli dell’incontro del popolo con il suo Dio, il luogo da dove sono partiti i discepoli di Gesù per evangelizzare come missionari il mondo.  Missione prima di tutto è annunciare la salvezza di Gesù, il Dio che si fa uomo, che rifà la religione trasformandola e rendendo umanamente divina. Gesù al culmine della sua “missione” tra noi ha ardentemente voluto mangiare la Pasqua con i suoi discepoli ecco allora alla base dell’altare del pane, una brocca di vino e delle ciotole. Poi ai lati dell’altare due simboli che richiamano la Sierraleone visitata da don Gabriele recentemente. Due colonne con una candela e una con dei fiori addobbate con le stoffe africane ad indicare la preghiera di quella gente. Dall’altro lato una riproduzione del paesaggio africano ( simbolicamente rappresentato da alcune piante grasse e da una palma in miniatura della sabbia con un laghetto quasi un oasi). Poi la brocca con il lavabo per suggerire che dalla Messa si parte per servire tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino. Grazie a queste brave signore che ci hanno dato la possibilità di pregare immergendoci in così tanti e importanti significati.

Il Venerdì mattino la preghiera d’adorazione in Chiesetta dell’Addolorata delle Consorelle e poi alle 10,30 la benedizione dei cibi per la colazione di pasqua. Nel pomeriggio la liturgia della passione.

Il Sabato santo è stato celebrato con un Battesimo di Martina Barbacci e la celebrazione è riuscita bene perché ci sono state tante COMUNIONI. Che bello! Grazie! Di solito si misura il “Successo” di un evento religioso dal numero delle persone. Invece si sono contate le COMUNIONI, una cosa veramente commovente.

                                Grazie dal vostro parroco don Gabriele.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Maggio 2009 08:02