GitaROMA Ott2008

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parrocchia - angolo parroco
Lunedì 27 Ottobre 2008 09:59

Anno Paolino: un’esperienza importante!

Pellegrinaggio delle parrocchie di Melano, San Donato, Bastia- Rucce e Murazzano







di Don Gabriele Trombetti

26 ottobre, ore 6,00, partenza di una cinquantina di persone con un pretone destinazione Roma. Ma non è la solita gita ! Già proprio, infatti non si sentono dire i soliti luoghi turistici, ma risuona il nome di Paolo, o meglio di San Paolo. Così il pulman s’è diretto verso la via ostiense per raggiungere la Basilica che custodisce il corpo dell’Apostolo delle genti di cui ricorre quest’anno il bimillenario. Solo di Gesù Cristo abbiamo fatto il bimillenaro nel Giubileo del 2000 e poi di questo uomo distinto: Paolo! Il gruppetto di fedeli delle ridenti frazioni della zona del Monte Cucco ha avuto modo di conoscere chi è stato San Paolo grazie a tre incontri con Don Aldo Mei ( tra un’escursione e l’altra in Terra Santa) e uno della Prof. Virgili. Paolo di Tarso (Saulo in origine), canonizzato come San Paolo apostolo († 67), non conobbe Gesù in vita, come i Dodici Apostoli, ma fu il primo ad avere come esperienza solo quella del Cristo Risorto. Nacque a Tarso ed in giovinezza fu mandato a Gerusalemme, dove ricevette un insegnamento rigoroso della Legge presso il rabbino Gamaliele il Vecchio. Dopo alcuni anni tornò a Tarso, poiché non era presente a Gerusalemme durante la predicazione di Gesù, e fece ritorno a Gerusalemme dopo pochi anni dalla passione del Cristo. In questa fase della sua vita Saulo fu un attivo fariseo: fu testimone della lapidazione di Stefano tenendo gli abiti degli uccisori, come descritto negli Atti degli Apostoli (At 8, 1-3), e presto ricevette il compito di andare a Damasco ad imprigionare i cristiani di quella città (At 9,2) essendo particolarmente zelante e deciso contro la religione di Gesù, che cominciava a diffondersi e affermarsi. La sua conversione avvenne sulla strada per Damasco, quando improvvisamente una luce dal cielo l’avvolse e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: “Saul, Saul, perché mi perseguiti?”. Saulo rimase senza vista e brancolando, e per tre giorni restò in attesa di qualcuno, digiuno e sconvolto da quanto gli era capitato; da quel momento, si può dire, nacque Paolo, l’apostolo delle Genti: egli decise di ritirarsi nel deserto, per porre ordine nei suoi pensieri e meditare più a fondo il dono ricevuto, e qui trascorse tre anni in assoluto raccoglimento. Confortato da questa luce, dopo il ritiro ritornò a Damasco e si mise a predicare con entusiasmo, suscitando l’ira dei pagani, che lo consideravano un rinnegato e tentarono di ucciderlo, cosicché fu costretto a fuggire. Rifugiatosi a Gerusalemme, si fermò qui una quindicina di giorni incontrando Pietro il capo degli Apostoli e Giacomo, ai quali espose la sua nuova vita. Gli Apostoli lo capirono e stettero con lui ogni giorno per ore ed ore, parlandogli di Gesù; ma la comunità cristiana di Gerusalemme era diffidente nei suoi riguardi, memore della persecuzione accanita che aveva operato; soltanto grazie alla garanzia di Barnaba, un ex levita di grande autorità, i dubbi furono dissipati e fu accettato.

Anche a Gerusalemme, nei quindici giorni della sua permanenza, Paolo cercò di fare qualche conversione, ma questa sua attività missionaria indispettì i giudei e impensierì i cristiani, alla fine non trovandosi a suo agio, si recò prima a Cesarea e poi tornò a Tarso in Cilicia, la sua città, riprendendo il mestiere di tessitore. L´incontro di Pietro e Paolo dal 39 al 43 non vi sono notizie sulla sua attività, finché Barnaba, inviato dagli apostoli ad organizzare la nascente comunità cristiana di Antiochia, passò da lui invitandolo a seguirlo; qui Paolo abbandonò per sempre il nome di Saulo, perché si convinse che la sua missione non era tanto fra i giudei, ma fra gli altri popoli che gli ebrei chiamavano ‘gentili’; fu ad Antiochia che i discepoli di Cristo furono denominati per la prima volta come “cristiani”. Con Paolo, in pochi anni ed in modo ardente, “la Parola esce da Gerusalemme" e "la Legge esce da Sion”, come era stato profetizzato dal profeta.

Il gruppetto ha effettuato  l’ingresso in basilica pregando,  poi le confessioni e la S. Messa, concludendo con la preghiera per il Santo Padre. Una Basilica colma di preghiere, di canto gregoriano e l’arte magnifica della basilica romanica. Che esperienza bella, perché modesta, senza tanti slanci ma neppure mediocre. Una giornata diversa perché nuovo nel luogo visitato ( molti non erano mai entrati a san Paolo ), soprattutto differente  perché preparata. Una preparazione sulla vita, il pensiero e l’opera di Paolo che da persecutore è divenuto apostolo delle genti. Un giorno non da incorniciare ma da rivivere ogni settimana quando nella Messa settimanale sentiamo le parole di Paolo che ci aiutano a vivere il messaggio del Vangelo. Paolo ha attualizzato il Vangelo per le sue comunità ora noi c’impegnano a farlo per le nostre parrocchie.

Poi nel pomeriggio la visita ad Ostia e un po’ di relax in compagnia di alcuni amici e parenti che l’estate vengono a passare le ferie nei nostri paesini.

Ci dice san Paolo: “Anche se parlo la lingua degli uomini e degli angeli, anche se possiedo il dono della profezia ed ho una fede così grande da spostare i monti se non avrò Amore, non sarò nulla”.

Che Dio ci conceda questo dono come lo concesse a Paolo.

 

                                                                                                                 


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