addolorate 2008 |
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| parrocchia - angolo parroco | |||||||||
| Mercoledì 24 Settembre 2008 05:10 | |||||||||
Felici di essere… “Addolorate” di Beatrice Cesaroni Si è svolta anche
quest’anno sotto il cielo plumbeo, la regina delle
ricorrenze, indubbiamente una delle più sentite a Melano. Il
tempo non è mai stato clemente con le circa trecento persone
che ogni dodici mesi, nella domenica più prossima al 15
settembre, si riversano nelle strade del paesino, accodate dietro
allo stendardo e alla statua della Vergine Maria in fila a tre a
tre e, tanto per onorare la tradizione, anche il 21/09 scorso ha
deciso di non smentirsi. Ma stavolta, da quegli scuri nuvoloni che
sembravano dover scoppiare da un momento all’altro sono
cadute appena due o tre timide lacrimucce, quanto, purtroppo
bastava ad accelerare la conclusione dell’esibizione della
Banda Comunale, anticipando il tradizionale
“galà” di chiusura. L’avrete capito tutti,
stiamo parlando della cosiddetta “Festa
dell’Addolorata”, organizzata, stavolta, in data
leggermente successiva a quella segnata sui calendari, presagendo
quel maltempo che, nonostante tutto, non ha mancato di far tremare
i cuori degli organizzatori. Anzi: delle organizzatrici, visto che
sono state le indomite consorelle, fondatrici
dell’Associazione omonima alla festa in questione, a farsi
ancora una volta carico di spese e fatiche. Ed è così
che, da tanti, tantissimi anni, la mattina del
“fatidico” giorno, alcune delle decine e decine di
Marie (neanche a farci apposta…) locali (NB: Melano ha sui
600 abitanti circa, ndr), si alzano alle 4 per raggiungere il
gruppetto delle Anne, Claudie, Adalgise, Adeli, Gianne, Luise e via
discorrendo, presso i locali della Comunanza Agraria, dove avviene
il misfatto. Lo scopo: compiere un vero e proprio attentato alla
salute dei loro compaesani (e non solo…) con bombe che sanno
di zucchero e porchetta, tanto per dimostrare che, contrariamente a
quanto potrebbe sembrare, così innocenti e addolorate, le
signore, non sono. Trasportate dall’ambizione, riescono a
raggiungere tali nobili scopi compiendo un magistrale lavoro
culinario, degno dei migliori geni del mestiere (visto le porcherie
geneticamente modificate che ci vengono propinate ogni giorno,
quanto appena detto potrebbe essere addirittura riduttivo!ndr),
attraverso un’alacre azione a catena che giunge al capolinea
solamente a tarda mattinata. E da quel momento, inizia a
diffondersi un inebriante profumino per le vie del paese,
precisamente nel momento in cui avviene il trasporto di ceste e
vassoi colmi di delizie nei pressi della piazzetta.
Se avete immagini della festa inviatecele a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e le pubblicheremo.
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