12
Feb
2009

poe07

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heritage - attivita
Scritto da Administrator   

Prefazione di Antonio Scipioni

alcune poesie:

C’era una volta il contadino

Dedicata a melano

Il vecchio

Impressioni d’autunno



PREFAZIONE

di Antonio Scipioni

Al Lettore

 Quando ci si accinge alla lettura di una raccolta di poesie, in questo caso di liriche, bisogna farlo con grande attenzione ai particolari, abbandonandosi completamente al potere suggestivo delle immagini evocate.

è come entrare nella sancta sanctorum di un tempio, dove è custodita la ragione ultima di tutte le cose.

Ed anche per me è stato così, essendomi mosso con doveroso pudore tra le nude pieghe dell’animo di quello che in definitiva è un mio vecchio amico, un amico di giochi d’infanzia, tra i fossi, i prati, i campi di Melano, un amico di tante partite di calcio, di passeggiate tra i monti, di gozzoviglie e crapule...

Ma soprattutto un amico con il quale si condivide una medesima visione del mondo, dei rapporti fra gli uomini, la ricerca della serenità fatta delle tante piccole cose che rendono bella l’esistenza quotidiana in questa nostra terra marchigiana che ancora tradisce antichi valori ed immagini di una civiltà agreste verso la quale il nostro scrittore nostalgicamente si protende, recuperando quel valore assoluto che assumono gli atti semplici di una umanità semplice e laboriosa, un tesoro di esperienze che lui è ancora in grado di assaporare e di richiamare in vita dal momento che, come ci fa capire, l’animo non è corrotto da quella ricerca inesausta del progresso che ha ormai allontanato molti dalla conoscenza delle proprie radici isolandosi spesso all’interno di comunità di isolati.

Ma accanto a questa tematica che costituisce un motivo dominante dell’esperienza poetica di Renzo, erompe l’elemento forte di tutta la raccolta: una irrisolta tensione amorosa per la vita in tutte le sue espressioni, per i valori di un mondo ormai al crepuscolo, per una donna, sia essa una presenza occasionale o la proiezione mentale del suo ideale femminile, un’immagine questa che sempre ritorna e che, come un reagente, fa risaltare la vibratile sensibilità che si nasconde dietro la sua gladiatoria anatomia.

Caro amico, compagno di tante allegrie, mi è dolce dedicarti queste righe, e con piacere ti ho rivisto nei tuoi versi e ho bevuto la tua acqua.

Quando ti incontrerò di nuovo, immersi entrambi per le selve melanesi, zuppi di atletico sudore, saprò che lì vai ad ispirarti e allora ascolterò il tuo verso che canta i sapori delle buone cose di una volta e i profumi di questa nostra amata e antica terra contadina.

 


Fabriano, 4 luglio 2007
All’amico poeta

Antonio Scipioni


C’era una volta il contadino

 
 
è dura la terra nel sole che cuoce,

si bagna la pelle di giusto sudore.

E Dio che ti chiede... ”trascina la croce,

che i frutti poi avranno più dolce il sapore”.

 

Apriva le finestre all’aria del mattino,

godendo qualche istante di quel silenzio raro.

Poneva nella borsa formaggio, pane e vino,

quel cibo così semplice il pasto a lui più caro.

 

E quando il nuovo sole più luce dava al giorno,

scendevano nei campi i primi contadini.

Potavano la vita nelle campagne... e intorno,

le urla delle donne, le grida dei bambini.

 

E poi quelle ore che trascorrevan lente,

in cui desiderava il volger della sera,

gli davano la forza, frustavano la mente

e della vita aveva la dimensione vera.

 

è dura la terra nel sole che cuoce,

si bagna la pelle di giusto sudore.

E Dio che ti chiede... ”trascina la croce

che i frutti poi avranno più dolce il sapore”.

 

Apriva poi il suo cuore all’aria della sera

godendo qualche istante di quel silenzio... e stanco,

guardava su quel cielo con la sua luna intera,

stringendo la sua donna che le sedeva a fianco.

 


Dedicata a melano

 

 Appiccicato sopra una collina

con dietro una pineta per contorno...

sembra stampato su una cartolina

il mio paese...

quello dove nacqui un giorno.

Ricordi che ho racchiuso nella mente

di una fanciullezza ormai passata

lo fanno diventà quasi un’amante

come una donna mai dimenticata.

Io voglio bene al mio paese, per davvero.

Quassù la gente ha finalmente riscoperto

...per godere nel modo più sincero

l’antica gioia del vivere all’aperto.

Non posso chiedere di più al mio paese

“c’è racchiuso il segreto di una vita”.

Anzi... se potessi, un’altra cosa chiederei:

Melano, finché campo, resta sempre come sei!

Il mondo che è travolto dal progresso

la faccia ormai la cambia troppo spesso.

Io spero nel futuro, e prego Dio,

che non cancelli il volto del paese mio.


Il vecchio

 

Le cento e cento rughe del suo volto

racchiudono il segreto di una vita.

Lo so... sembra dire... non m’è rimasto ancora molto,

ma sento che per me non è finita.

 

Il vecchio alza gli occhi verso il cielo,

cercando Dio per chiedergli perdono.

Dalle sue ciglia stanche scende un velo,

di flebile stanchezza e d’abbandono.

 

Ritorna col pensiero al suo tramonto.

La terra non è l’ultima dimora,

ma il vecchio sente di non esser pronto... e spera...

...un anno... un mese... un giorno ancora.

 

 

Terza classificata a Umbria Verde 1983.

Concorso nazionale per poesia.


Impressioni d’autunno

 

Amo certe giornate d’autunno,

quando mi inebrio con profumi di natura spenta,

quando i miei occhi riposano nei suoi pallidi colori

e calpestando secche foglie

rompo il silenzio dei boschi.

Quando l’antico odore del vino nuovo,

invade le campagne.

Quando l’aria fresca del tramonto

mi riporta al calore della casa,

e nell’intimo di essa

riscopro quel valore dimenticato

nei lunghi giorni dell’estate.

Quando le ultime coraggiose rondini,

ricamando nell’azzurro la loro felicità,

imperterrite sfidano il tempo

e m’illudono che l’inverno sia lontano.


Impronta

 

è vuoto il cuscino al mio fianco,

ma stanco.

L’impronta di un viso,

il sudore vi ha intriso,

sapore di donna che non fugge via.

Le gioie del sesso,

l’amore ch’è fatto in eccesso,

l’amore che non basta mai.

è vuoto il cuscino al mio fianco.

Si asciuga il sudore.

Scompare il sapore,

di sesso,

di donna,

di te.

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Marzo 2009 14:38