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africa - DonG mission

Lunedì 2 febbraio (la candelora)

 

 

Oggi sono a casa per fare un po’ di riposo. L’aria africana t’ammazza se uno non c’è abituato. Comunque vorrei raccontarvi quello che ho fatto ieri. Domenica anche qui e quindi si celebra la Messa. Io sono stato con P. Maurizio un missionario del Murialdo il quale mi ha fatto fare un giro dalle 9 del mattino alle 19 della sera. La Messa l’abbiamo detta in una chiesa dove c’era uno dei campi profughi durante la guerra. Una parrocchietta fatta sopra un vecchio aeroporto e li c’è questa chiesa. Per chiesa s’intende un pollaio a dimensione umana. Per pollaio s’intende quattro mura di blocchi, con tettoia di lamiere, capriata di pezzi di legna legati da fil di ferro, pavimento in qualcosa di simile al cemento e poi … immaginate voi. Non ho la foto. Il Padre ha fatto predicare me, poi lui traduce in inglese e poi un africano traduceva in Krio. Messa lunga 2 ore (mi dicono che sono stato fortunato poteva andare peggio). Canti con tamburi e danze rituali (per ballà e cantà sono spettacolari) una Messa di 150 persone tutte ripulite a lustro e con abiti della festa e le scarpe. Una bellissima esperienza (tranne il caldo infernale). Qui tocca bere in continuazione altrimenti ti sembra di svenire. Dopo il pranzo siamo andati a visitare delle case costruite dai Padri del Murialdo (in tutto ne sono qualche centinaio) dove sono alloggiati gli amputati di guerra. Cerco di spiegarmi. Durante la guerra civile i ribelli per passare il tempo si divertivano a tagliare con il macete (una specie di spadone) le mani, i piedi, le braccia della gente. Ora ci sono tantissime persone, uomini, donne, ragazzi, vecchi che hanno queste amputazioni. Non ho fato nessuna foto, voi capite la situazione non è bella e non è rispettoso. Sono stato in alcune case con loro e vivo in 7-9 dentro una casetta e lì si danno da fare per sopravvivere. C’era la festa di compleanno di uno di loro e via casse acustiche a tutto volume, biscotti squagliati di chissà quale marca e si fa festa tutti a saltare di qua e di la. I bambini tutti addosso a me … diventano ancora più piccoli ! in una casa ho conosciuto una donna a cui sono state tagliate entrambe le gambe, stuprata da un gruppo di soldati con 9 figli. Il P.Maurizio li ha ritrovati tutti dopo la guerra e così anche il marito, che fatto strano (quindi c’è amore vero, la maggior parte dei matrimoni sono combinati) ha continuato a stare con lei e a provvedere alla numerosa famiglia. Che storie Signore mio! Siamo ripartiti per altri villaggi profughi dove ancora stanno gli sfollati della guerra (che è finita nel 2001) in baracconi di legno e tela. Passando per una strada il Padre mi dice: “in questa strada non si passava dai cadaveri dei ragazzi ribelli ammazzati, i camion militari gli passavano sopra. Siamo venuti con le ruspe e li abbiamo sepolti!” Vi rendete conto!
Da lì siamo andati a Kent un villaggio di pescatori. Prima della guerra c’erano 2000 persone oggi appena 100. Abbiamo visto l’oceano e i pescatori che erano pronti a ripartire per due giorni di pesca su barche … come galleggeranno non si capisce. Da Kent sono partiti molti schiavi in epoche passate, ho fotografato la casa rossa della raccolta e poi si imbarcavano gli schiavi dei portoghesi per il Brasile. Si cerca di aiutare anche i pescatori con delle barche nuove e P. Maurizio spera di fare una macchina per il ghiaccio per la conservazione del pesce. Sono tutti progetti che hanno lo scopo di farli lavorare e farli sostenere da soli.


Che storie … si rimane senza fiato a sentire le vicende di questi amputati e sono tanti. La cattiveria dovuta allo sfruttamento dei popoli è infinita.

Un cordiale saluto e alla prossima puntata. Ciao ciao da Don Gabriele


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