21 Apr 2011 |
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| INCOMINCIA UNA NUOVA AVVENTURA: MOZAMBICO! Carissimi melanesi e amici forestieri, L'8 marzo 2011 è iniziata la nostra nuova avventura in Mozambico. Sono già passati quasi due mesi e ancora il confronto con la Sierra Leone sorge spontaneamente anche che ormai ci stiamo abituando alla nuova realtà. Diciamolo subito: il Mozambico ed i mozambicani appaiono un altro mondo rispetto alla Sierra Leone ed ai sierraleonesi. Oddio, sarebbe più corretto parlare di differenze tra Freetown, Maputo e relativi abitanti perchè è quello che conosciamo: in Africa campagna e città sono due mondi totalmente diversi. Dal punto di vista statistico, l’Indice di sviluppo umano aggiornato al 2010 vede il Mozambico tra i cinque paesi più poveri del mondo, mentre la Sierra Leone non più nemmeno tra ultimi dieci (dopo il nostro intervento eh! eh! eh!). Il fatto, visto dalle capitali dei due paesi, sembra inverosimile e pregiudica fortemente ai miei occhi l'attendibilità di queste statistiche elaborate dall'ONU.
La capitale del Mozambico, Maputo, ha un aeroporto nuovo di pacca con arrivo direttamente al terminal, più moderno di Malpensa. Esci e nessuno ti assale. Quasi ti offendi per il fatto che nemmeno uno straccio di facchino si propone per portarti le valige. Quindi, solitario, esci dall’aeroporto pagando il parcheggio con la tessera magnetica (chi ha voglia si vada a rileggere nel Diario di Bordo della Sierra Leone, la descrizione dei viaggi/avventure da e per l'aeroporto!!!). Noti subito che non c’è nemmeno un’auto o un pulmino nello stato di quelli che girano in Sierra Leone. Ti imbatti in rotonde a due corsie e, udite udite, in semafori. Molti semafori. Che tutti rispettano. Certo il fondo stradale è quello che è... Siamo sempre in Africa eh! Poi ti portano nei centri commerciali e scopri che sono simili a quelli italiani, differiscono solo per qualità di prodotti, ma c’è quasi tutto. Dentro ci sono le classiche giostrine per i bambini e le carte di credito vengono accettate ovunque, anche nelle casse dei supermercati dove dietro ai cassieri locali non ci sono libanesi diffidenti che controllano ogni movimento del collaboratore. Si fidano qui! Meglio: l’emissione di scontrini e ricevute è più diffusa che in Italia. Di giorno c’è sempre il sole ed il cielo blu laddove a Freetown la cappa di umidità manteneva il cielo grigio 11 mesi su 12. Le strade sono tutte alberate e se un albero sorge in mezzo ad una strada, ce lo lasciano... Certo potano gli alberi come assassini, ma li lasciano mentre in Sierra Leone eliminare un albero sembrava fosse un hobby irresistibile per tutta la popolazione.
Ci sono cliniche private decenti. Anche l’ospedale centrale statale sembra discreto. I mozambicani sono di mille colori poichè all’epoca 500 mila portoghesi piú indiani e pakistani si sono mischiati. Così un bianco che cammina per le strade, anche delle baraccopoli, non se lo filano nemmeno. Girare con un bambino nel passeggino è un’attività normale. Nessuno ti squadra come fossi un marziano o il responsabile di tutti i mali dell’Africa. Così spesso ci si sente in Sierra Leone dove la popolazione è mediamente aggressiva e male-educata. Potremmo poi parlare degli uffici pubblici, dei ministeri che, tutto sommato, funzionano. E senza pagare un centesimo di bustarella! L'unica cosa negativa che accomuna i due paesi è la corruzione della polizia. Con la differenza che quelli di qui girano con i fucili. La prossima volta vi parlerò del progetto che dovremo seguire. Il luogo dove lavoreremo è un quartiere povero della capitale. Solo per farvi un'idea dell'ambientino in cui vivono 26.000 persone guardate la foto qui sotto... Il quartiere si chiama Nhlamankulu C. Fino a 3 anni fa la toponomastica era "Chamanculo" e forse rendeva più l'idea... In Italiano!
Un avvenimento "lavorativo" importante, però, ve lo devo raccontare subito: il presidente della Repubblica ha visitato il centro per i bambini di Xipamanine, altro quartiere povero della capitale, che AVSI e CESAL (partner spagnolo di AVSI) hanno costruito e finanziano. Nota bene: anche le parrocchie di Melano (1 bambino sostenuto a distanza attraverso AVSI) e Marischio (2) supportano queste attività. Qui sotto la foto della mia chiacchierata con il presidente Armando Emilio Guebuza. Per gli amici Armà! Nel mio portoghese nuovo di pacca gli sto spiegando chi (AVSI) siamo e cosa facciamo... NB: la signora a destra è la governatrice della regione (la nostra Spacca o Formigoni per intenderci) mentre dietro lei in camicia bianca c'é il sindaco di Maputo... Tutti ex-comunisti. Veri. Il presidente è stato anche un combattente nella guerra di liberazione dal Portogallo. Durante il regime comunista - mi dicono - aveva promulgato la fustigazione pubblica per funzionari e cittadini che non erano fedeli alla linea del partito. E magari è pure interista...
... Che dire più... La Sierra Leone ci manca. La sentiamo ancora più “casa nostra”. Ci mancano Claudio, Mohamed, Emma, Alfred, Daniel, Anton, Viviana, Stefano, Seve, Grazia e Franco, Timbo, John, Augustine, Anne e John con i figli, la scuola di Michele e Luca, gli ultimi collaboratori AVSI Joseph, Abu, Turay. E’ incredibile come se ci sei con il cuore, se c’é un perchè e se ci sono degli amici, ogni posto, anche il più sfigato, diventi casa. Dio benedica la Sierra Leone! Ed il Mozambico: la nuova casa che Lui ha scelto per noi! Maputo, 21/04/11
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Aprile 2011 16:14 | ||||||||||||||







