Settimane 6 7 08

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africa - diario Sierra Leone
Domenica 17 febbraio 2008
Ci scusiamo con le migliaia (Cinzia Beccalli) di persone che hanno protestato per il mancato aggiornamento di settimana scorsa. Pensavamo di non tediarvi passando ad un diario quindicinale, ma a furor di popolo cercheremo di mantenere la scadenza settimanale.
Foto compleanno Berton

AUGURI al grande Bepi Berton che ha compiuto il 5 febbraio 76 anni!!! Di cui più di 40 in Sierra Leone!

Altre due settimane interlocutorie dal punto di vista dei progetti: abbiamo dovuto modificare tre volte il progetto della seconda fase della scuola per problemi tecnici vari. L'ultima soluzione però sembra soddisfacente perché coniuga il massimo della sicurezza per gli studenti con il miglior esito estetico possibile. Se tutto andrà come previsto avremo due "cortili" interni proprio carini tutti con porticato funzionale, anzi necessario, durante la stagione delle piogge. Da settimana prossima: giù la testa e su mattoni! Ah ci fossero qui due o tre muratori bergamaschi, di quelli che lavoravano con mio zio Dante... Avrebbero costruito l'edificio dalla sera alla mattina!
Nicoletta ed i suoi hanno portato a termine la prima sessione formativa per i professori sul metodo AVSI per l'adozione, pardon, il "sostegno" a distanza. (Nella foto sotto: "Coffe break" durante il corso) E' stato bello osservare che dopo il corso che Nico ha tenuto agli assistenti sociali, questi ultimi si sono calati con entusiasmo nel ruolo di formatori ed hanno tenuto da soli gli incontri con gli insegnanti della scuola.
Pausa formazione SAD Sono arrivati poi due tecnici dall'Italia per realizzare il progetto che fornirà l'acqua alla scuola: ad oggi 1.000 studenti dall'asilo alla scuola superiore frequentano un centro scolastico senza acqua! Essendo posto su una collina il complesso è difficilmente raggiungibile dall'acquedotto nazionale che non ha sufficiente pressione... Ammesso che abbia l'interesse e le risorse per effettuare gli investimenti necessari. Si è provato a scavare un pozzo ma senza successo. Ora cercheremo di pompare l'acqua da una sorgente posta in una valletta a 100 metri dalla scuola. La pompa dell'acqua arriverà con un container organizzato da un gruppo di Reggio Emilia che da tempo sostiene le attività di Padre Berton e dell'FHM. In quel container arriveranno anche le scarpe da bambino che la Primigi ha voluto donare grazie all'"intercessione" del papà di Nicoletta.

Lato extra lavoro... In settimana sono dovuto andare da un otorino locale perché da un mese mi fischiano le orecchie (smettetela di parlare di me per favore!). A chi interessa: quando vado in auto devo rallentare o cambiare spesso perchè con il motore ad elevato numero di giri è come se avessi nell'orecchio un microfono avvicinato da un telefonino. Reso l'idea? Prego un "ohhh!" di compassione. Grazie. Nel moderno studio medico lo sciacquone della toilettes era circondato da una grata in ferro con tanto di lucchetto per evitare prelievi d'acqua altrui. Non vi dico poi la visita. Otorino, quindi problema uditivo. Studio del dottore esattamente accanto al generatore! Parlava e non capivo. Immaginate una conversazione vicino al motore di una ruspa. Ha usato arnesi che sono stati disinfettati l'ultima volta al momento del confezionamento originale: 1980 se va bene (mamma non svenire!). Diapason e parole sussurrate all'orecchio per definire la scala audiometrica. E l'ha anche compilata eh! Secondo me c'ha pure preso.
Foto uscita da scuola
Folclore... Una mattina volevano portare Nicoletta alla stazione di polizia per guida pericolosa. Un'altra mattina una poliziotta ha minacciato a brutto muso di arrestarmi se non appiccicavo il tagliando dell'assicurazione (diametro 15 cm e non adesivo) al parabrezza invece di lasciarlo in vista sul cruscotto. Poi ti guardi in giro e vedi tassisti ed autisti dei pulmini che si fermano sistematicamente in mezzo alla carreggiata, che ti tagliano la strada, che marciano in senso contrario, che non usano le frecce ma le mani - meglio le dita - per indicare la direzione o le svolte; Motociclisti che invadono il tuo senso di marcia per rientrare solo a due centimetri dal muso della tua auto; taxi a quattro posti con 8 persone; gente attaccata al paraurti a 80 km/h; decine di persone sulle sponde dei camion; quattro persone su una moto di cui magari tre bambini con cartella scolastica, senza casco of course; fabbriche di nuvole di fumo nero ambulanti; pulmini con frutta, pesce, travi sporgenti metri, pacchi, ceste sul tetto, sui fianchi, sporgenti dai finestrini... E ti domandi: ma questi poliziotti ci sono o ci fanno? Io spero ci facciano, ma ogni tanto dubito. Perché i sierraleonesi hanno un senso della moralità e dell'offesa assolutamente altro ed imprevedibile rispetto al nostro. Del tipo: se uno si comporta da maleducato, ti manca gravemente di rispetto (nostri canoni) per svariate volte, si approfitta di te, ti minaccia, ti tratta come un escremento e tu alla 25a occasione  reagisci con un "perdindirindina!"... Succede il finimondo: quasi ti arrestano per lesa maestà. I sierraleonesi sono permalosi a livelli astronomici. Anche tra di loro eh! Dicono che prima della guerra non fosse così. Oggi non c'è viaggio per strada senza vedere capannelli di gente che litiga e viene spesso alle mani. Per il resto però è gente piuttosto pacifica. A Freetown,Foto Mocciosi al contrario di quasi tutte le capitali africane, si gira di notte o da soli senza nessun problema. Certo, l'espatriato europeo o americano è sempre e comunque il ricco da spennare che trova i soldi sugli alberi. Cercano di farlo "legalmente" dottori, poliziotti, funzionari dei ministeri e degli uffici governativi, meccanici ecc. ecc.

Varie ed eventuali... Mi spiace non aver fatto in tempo a fare la foto. Un taxi è finito nel giardino di un super dirigente della compagnia telefonica locale. In discesa deve aver rotto i freni o perso il controllo dell'auto, ha spaccato i semiassi sul fossato della fognatura per finire contro il muro di cinta della casa. Per fortuna le mura di qui sono come il gesso ed il tassista, che non si è fatto nulla, deve al muro la sua vita. Roba da consigliarli per la sicurezza in Formula 1. La scena era bellina con questo taxi infilato nel muro con il filo spinato sopra. Il muso nel giardino, il retro in strada. Ad un'altra auto è andata peggio schiacciata da un autoarticolato che con una delicata retromarcia ha piallato l'auto e un altro muro di cinta questa volta di una scuola. Ragazzi, guidare qui è da Play Station 5! Se non bastassero tassisti e autisti di pulmini ci sono donne, giovani, e bambini con un'alta propensione al suicidio. C'è sempre qualcuno che per un motivo che nemmeno lui sa bene definire mentre sta camminando lungo la carreggiata all'improvviso attraversa la strada senza guardarsi alle spalle. Per non parlare degli animali forse annebbiati dal caldo e dalla fame.
Foto ocheIo per adesso ho seccato due galline, le più pericolose. Scena: stanno zampettando sul lato sinistro della strada, sentono che arrivi con l'auto e... Accelerano l'andatura, si mettono a correre. Potrebbero restare sulla sinistra, ma no, fanno una finta proprio sulla sinistra, rallentano, e scheggiano sulla destra attraversando la strada. Presto più attenzione quando supero una gallina che un'auto o una moto! I cani. I cani sono veramente storditi. Se le galline  in qualche modo trovano di che nutrirsi, i cani sono allucinati. Si addormentano in mezzo alla strada. Altrimenti barcollano ai lati. Sentono un motore diesel 3.000 c.c. di cilindrata tipo Fiat Regata solo quando è a dieci centimetri dalla loro tempia. Ed anche nel loro caso non si sa mai da che parte fuggiranno. Vi risparmio i racconti su capre, che non vagano mai sole; papere con paperotti (vedi foto) che sono le meno pericolose perché stanno semplicemente ferme in mezzo alla strada e tu devi solo aggirarle magari andando con l'auto a 45 gradi su un dirupo perché tanto loro non si schiodano. Finiti gli animali ci sono i posti di blocco dei bambini o dei ragazzini che con la scusa, spesso fittizia, di riparare la strada chiedono contributi con tanto di sbarra da casellanti in legno. Ma questa è un'altra storia che meriterebbe un maggiore approfondimento, anche sociologico. Sarà per un'altra volta. Vale!
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