Settimane 17 08 |
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| africa - diario Sierra Leone | ||||||||
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Domenica 27 aprile Sono sbarcato in Italia mercoledì scorso dopo un viaggio di 27 ore. Ero, infatti uscito di casa a Freetown alle undici di mattina del giorno prima. Al momento il tragitto per l'aeroporto - 20 km in linea d'aria da casa nostra! - costituisce il vero "viaggio" per chi vuole raggiungere l'Europa. Da due mesi hanno infatti sospeso per motivi imprecisati il servizio dell'elicottero per superare una lingua di mare pari a 8 km che divide il centro dall'aeroporto. Volo di 7 minuti. Fino a novembre scorso c'era una specie di battello veloce cui è esploso il motore e allora non è mai stato riparato. Ci metteva 20 minuti. Restavano due traghetti arrugginiti che trasportavano auto e passeggeri in 40 minuti di traversata più quasi due ore di attesa per imbarco e sbarco. Mezzo usato da tutti i sierraleonesi. Settimana scorsa però i due traghetti si sono rotti e ne è stato messo in funzione un terzo molto più piccolo soprattutto per il trasporto dei mezzi. Il traghetto doveva partire alle due, ma siccome dalle 12 era già pieno è partito all'una (in anticipo!!!) e non sarebbe tornato prima delle quattro. Ma la coda presente bastava già per riempire anche quello. Allora abbiamo deciso di affidarci ai pazzi delle barche a motore. Dopo dieci minuti di trattativa e di quasi botte tra loro su chi doveva accaparrarsi l'affare dei bianchi da trasportare, ci siamo accomodati su una fatiscente barchetta in legno che già imbarcava acqua malgrado uno zelante locale la evacuasse con una bella latta di pomodori. Finalmente partiamo. Venti minuti di spruzzi in faccia, ondate sulle mani ecc. ecc. Arriviamo completamente fradici dopo venti minuti e ci portano a riva in braccio. Noi e le valige. Altri litigi violenti per chi prende le valige e poi ancora peggio per la scelta del taxi con minacce e ostruzionismo a quello che aveva "vinto l gara d'appalto". Finalmente siamo risuciti a raggiungere la casa dei missionari saveriano dove ci cambiamo e laviamo. Poi finalmente in aeroporto. Un rapido aggiornamento sui progetti. Foto 1 e 2: La costruzione della scuola superiore (progetto Ministero degli esteri) prosegue. Come si può vedere dalle foto, gli edifici perpendicolari a quello appena finito e dove già gli alunni delle prime frequentano le lezioni, stanno avanzando velocemente nel tentativo di arrivare alla copertura prima dell'inizio della stagione delle piogge altrimenti... Beh pensiamo positivo! Foto 3 e 4: FHM ha inaugurato la falegnameria alla presenza del responsabile della Ong Edus (partner di AVSI) di Trento Carlo Fedrizzi e di Dino e Roberto (padre e figlio). Dino è presidente della Cassa Rurale del Trentino tra i principali finanziatori del progetto. Tutti i ragazzi dell'ufficio erano presenti, come alcune famiglie FHM ed il gruppo delle vedove. Il progetto della falegnameria è fondamentale perché oltre ad insegnare un mestiere ha l'obiettivo di auto-sostenersi attraverso la vendita di prodotti e servizi. A questo complesso affiancheremo grazie al progetto della Banca mondiale un laboratorio per la produzione di mattoni e un'altro per la lavorazione del metallo. Entrambe le produzioni saranno precedute dall'organizzazione di corsi professionali. Il sogno è che Rokel diventi un centro di formazione professionale ed un piccolo polo produttivo economicamente autosufficiente. Foto 5: Inizio lavori di costruzione dei laboratori di lavorazione del metallo e di produzione mattoni di fronte alla falegnameria. Progetto affidato ad AVSI-FHM dalla Banca Mondiale. Foto 6: Fondamenta terminate del capannone dove i disabili dell'Handicap Action Movement trasferiranno le loro attività formative e produttive. Progetto affidato ad AVSI-FHM dalla Banca Mondiale. I boss dei disabili, un omone da 120 kg educato da missionari italiani e con le maniere da venditore vecchia maniera, è riuscito a convincermi a dare un contributo per la manifestazione in difesa dei diritti dei disabili che HAM ha organizzato per il 27 aprile. Dopo il ministro avrei dovuto parlare anche io come rappresentante dell'AVSI e del progetto della Banca Mondiale... Siccome sono in Italia, senza grande dispiacere ho passato questo onere-onore al mitico Mamoud Tarawallie, il coordinatore locale del progetto. Uomo che prima o poi farà carriera politica e più avvezzo di me alle formalità dei pomposi discorsi ufficiali africani. Però sarebbe stato divertente oltre che utile alla causa, partecipare alla manifestazione.
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