11 Lug 2009 |
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Settimana 28-2009 "Pioggia e show time in Sierra Leone" Freetown, sabato 11 luglio 2009 La stagione delle piogge è iniziata in ritardo quest’anno, ma secchi e catini hanno fatto la loro apparizione prima del previsto a causa del solito tetto colabrodo della nostra casa. Anzi, mi sembra che la situazione non sia mai stata così disastrosa! All’inizio del terzo anno di Sierra Leone ormai non c’è più spazio nè per la sorpresa nè per le arrabbiature: tutto sembra inevitabile qui, anche le cose più semplici da risolvere. Eppure la voglia di lottare per migliorare anche solo di un cm le condizioni di vita nostre e dei nostri amici non viene mai meno. Tornando alla pioggia, nella foto sotto potete vedere la situazione in prossimità della nostra cucina. In primo piano la torta che Nicoletta aveva amorevolmente preparato per alleviare le fatiche da venerdì sera. Nella nostra dimora, infatti, camminando ci si può imbattare in pozzanghere invisibili anche perché da due settimane una parte della casa è al buio non si sa bene se per problemi di impianto elettrico o della luce della città. I bambini hanno rischiato la testa in parecchie occasioni, ma questa volta è stata Nicoletta a scivolare e con lei la nostra torta. Giornata storta quella di ieri per lei. Aveva preparato succulenti gnocchi ma lasciandoli riposare in un piatto, dopo un'ora li ha trovati di nuovo tutti riuniti in un'unica palla di pasta fresca come se non l'avesse mail stesa, tagliata e formata a gnocco... Potere dell'umidità o di qualche sostanza che divisa si riunisce tipo cartone animato.
Michele ama disegnare da solo. In questo periodo i suoi disegni sono strani (se ne veda uno qui sotto). Mi è capitato di visitare case di recupero per bambini traumatizzati dalla guerra in Sudan ed in Ruanda: facevano tutti disegni di armi, aerei, bombe. Una cuccagna per psicologi e per giornalisti in cerca di storie strappalacrime da dare in pasto all'occidente. Un classico. Michele, invece, da un po' di tempo racconta il suo trauma, quello che vive quotidianamente, dalla mattina alla sera, alla notte. In casa e fuori...
"La pioggia", di Michele Galimberti, colori a spirito su foglio A4 Cartiere Miliani Fabriano, 2009
Luca cammina finalmente anche se non ha la coordinazione del fratello. Cade a peso morto e, forse per dimostrare coraggio, non mette mai le mani avanti. Le conseguienze sono ovvie e spesso sanguinose. Dopo almeno due anni e tre ernie ho giocato cinque minuti a pallacanestro. Non ho potuto farne a meno davanti ai canestri nuovi di pacca appena installati a scuola. C'era un ragazzetto di 18 anni che insegnava ai nostri sgraziatissimi scolari... Mezzogiorno. Il sole a picco ed il cielo blu come capita raramente qui. Gli ho lanciato la sfida: uno contro uno. Nei primi 4-5 minuti l'ho dominato perfino fisicamente. Con taglia fuori e giochetti da giocatore navigato che mi hanno permesso di prendere un considerevole vantaggio. Poi il fiato ha cominciato a venir meno, le gambe a tremare, i 40 gradi a farsi sentire. Nei successivi 5 minuti il ragazzino deve aver fatto molti canestri. Non so quanti perché non vedevo più nessuno se non la madonnina di Loreto appollaiata proprio sopra l'anello del canestro che mi guardava con pietosa commiserazione. Finalmente, Nicoletta preoccupata per la mia schiena e per la sua scarsa voglia di fare l'infermiera ad un infermo per una settimana, mi ha trascinato via. Dopo mezzora le gambe tremavano ancora e respiravo a fatica. Ma quei 4-5 minuti valevano qualsiasi cosa. Come bello il mondo e come è grande Dio. I LOVE THIS GAME!
CIAO, Ale
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