27
Apr
2010

Settimana 8 2010: “Grande evento sportivo”

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africa - diario Sierra Leone
Scritto da Alessandro Galimberti   

Settimana 8 2010: “Grande evento sportivo”

Il mese di febbraio è stato quello dei mitici giochi delle gioventù per i bambini della scuola materna. Con inizio rigorosamente alle due del pomeriggio e 40 gradi all’ombra, 100 nanetti si sono cimentati in ogni sorta di gara per una festa che è terminata solo a tarda serata. Anche queste importanti attività sono possibili grazie ai fondi del sostegno a distanza AVSI cui contribuiscono tanti amici di Melano, Fabriano, Cambiago e dintorni.

Sono a buon punto i lavori per la costruzione del campo da pallavolo per la scuola superiore. 

Consentitemi di ricordare due persone del mio paese natale che sono scomparse ad inizio anno. Uno è Luigi Caprotti, sposato ad una cugina di mia mamma, forse il più assiduo lettore del nostro blog: ad ogni aggiornamento mi arrivavano suoi commenti. In particolare mi chiedeva sempre di pubblicare una foto di Michele e Luca. Esaudisco il suo desiderio anche se ora lui già gode di una visione privilegiata. Girava il mondo in tempi non sospetti ed era un pioniere della tecnologia. Negli anni ’70-’80 con la famiglia ha passato alcuni anni di lavoro in Iraq, prima di Saddam Oussain. Ricordo il primo videoregistratore Sony: grosso quanto un armadio. Non capivamo nemmeno cosa fosse. Indelebile la mia prima volta allo stadio. Quello di Bergamo. C’era Atalanta-Juve ed una foto mitica (VEDI SOTTO) da fine anni ’70 ritrae Giulio (amico di mio padre con cui condividevamo anche l’appuntamento fisso a Villar Perosa, ritiro estivo della Juve), Luigi, suo figlio Massimo ed il sottoscritto. Indossavo un berretto di lana con il pon pon rigorsamente fatto dalla nonna, un giubbettino da Fonzie e sventolavo orgogliosamente la bandiera bianconera che poi si sfilacciò tutta nel viaggio di rientro perché insistetti nel lasciarla fuori dal finestrino... Ciao Luigi!

 

Ci ha lasciati anche il mitico Virginio. Un personaggio che ha accompagnato fanciullezza, adolescenza e gioventù di tante generazioni di cambiaghesi. Con i suoi coetanei, tra cui mio padre, era stato tra i “fondatori” del nostro oratorio e da quel momento non l’ha mai lasciato. Non credo di essere mai entrato all’oratorio senza trovarlo dietro il bancone del bar. Ancora ultimamente: “Alura, come la va? Sa ta fet in Africa? E i bagai a stan ben?” (Allora come va? Cosa fai in Africa? Ed i bambini stanno bene). Virginio era l’oratorio. Guidava il pulmino che ci portava in vacanza, alle nostre partite di calcio, alla fiaccolata, alla castagnata, ai pellegrinaggi. Una presenza vera. Cristiana! Tra i tanti aneddoti c’è n’è uno registrato da una telecamera durante il pellegrinaggio in bicicletta Cambiago-Roma in occasione del Giubileo del 2000. Un dialogo memorabile sulla composizione del Brunello di Montalcino. Eravamo proprio ai piedi della collina di Montalcino in una piovosa e fredda giornata d’aprile. Il Virgi sosteneva, con semplice saggezza popolare, che una delle componenti del Brunello era il sangiovese e veniva preso in giro da tutti, compreso un futuro quasi-sommellier. Alla fine, aveva ragione il Virgi... Ed il mio amico Gianandrea, ora presidente di un’associazione enogastronomica, nonché valutatore di ristoranti, sta cercando tutte le copie della cassetta per cancellare quella figura barbina. Ed il Virgi è lassù che ancora se la ride misericordiosamente dal Paradiso.

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