Settimana 51 08

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africa - diario Sierra Leone
Domenica 21 dicembre 2008

Per la terza volta passiamo il Natale in Sierra Leone con il caldo soffocante, i babbi natale neri, i musulmani che ti fanno gli auguri e i sierraleonesi che iniziano a festeggiare una settimana prima e finiscono due settimane dopo a colpi di grandi bevute e musica assordante. Rave party ovunque. Gesù Bambino arriva per tutti.

La settimana è stata pregna di imprevisti... Come sempre!



Foto a sinistra: Nembrini & Friends alla Santa Messa celebrata dall'Arcivescovo di Freetown al St. Michael centre


Foto a destra: una gallina nostrana ascolta attentamente l'omelia dell'arcivescovo. NB: all'inizio della Messa la suddetta gallina era solo un pulcino...

 




A casa abbiamo preparato l'accoglienza per gli ospiti delle feste: prima Franco Nembrini e gli amici di CL poi i nonni Arcangeli e lo zio Francy. Le due toilettes perdevano acqua da tutte le parti, la lavatrice aveva sradicato un lavandino durante la centrifuga, le gomme dell'auto si erano bucate, il gas stava per finire ed in città non ve n'era traccia... Quando tutto sembrava risolto è successo l'imponderabile: la mattina dell'arrivo dei primi ospiti Mohamed mi informa che la cisterna centrale sul tetto, quella che distribuisce acqua alla casa, è bucata. La sera precedente l'avevamo riempita e la pressione l'ha fatta cedere in un punto. "Acciderbolina!" ho subito esclamato. Grazie al solito intervento di San Claudio Cavazzoni da Correggio ci abbiamo messo una pezza. Nel vero senso della parola. Ma  lo spettacolo puro si è verificato poche ore prima: in attesa che arrivasse l'idraulico, per tamponare la perdita, Mohamed, con la naturalezza di un professionista che compie un gesto quotidiano del cui esito è certo, si è procurato un chewing gum e pian piano ha tappato il buco... Roba che nemmeno la gomma della macchina del capo! Credetemi: questa storia è vera! E mentre con la cicca (come diremmo noi milanesi) la cisterna non perdeva, con la pezza di alluminio catramato qualche goccia cola ancora.



Mercoledì e giovedì si sono tenuti i giochi della gioventù delle scuole superiori. Stesso scenario di quelli delle primarie: campo polveroso, gare olimpiche e da oratorio, quattro squadre con divesi colori, corridori scalzi e tabellone finale vinto dalla "Nembrini house". Questa volta il Dj era un po' più normale ed il campo di gara quasi regolare.

Sempre in settimana con Nicoletta e Francis abbiamo incontrato alcuni ragazzi cui il progetto ha pagato borse di studio per corsi professionali. Quattro di loro hanno ricevuto anche attrezzature per iniziare una attività propria, chi di parrucchiera, chi di sarto, chi di riparatore di computer... E' stato deludente constatare che nessuno dei nove ragazzi ha iniziato a lavorare dopo più di quattro mesi dalla fine della scuola. Peggio: non hanno fatto quasi nulla per cercare un lavoro. Quelli degli attrezzi hanno accampato scuse assurde per non aver cominciato l'attività. Lavorando con questi ragazzi a volte ci colpisce la mancanza di passione, di voglia di migliorare la propria condizione. Poi ci rendiamo conto che forse è anche il problema di tanti giovani italiani, non tutti per fortuna, che ormai vivono la scuola, il lavoro, gli affetti con apatia, senza quella dedizione, quel gusto di far bene le cose che aveva caratterizzato i nostri vecchi... A questo proposito sono d'accordo con Roberto Benigni quando sostiene che un certo modo di concepire la vita dell'individuo, il lavoro, l'impegno sociale, la famiglia e molte altre cose tipiche della civiltà occidentale hanno preso inizio da quel Bambino la cui nascita ci apprestiamo a ricordare. Il Gesù storico, Dio o non Dio, ha rivoluzionato la storia. E la crisi morale e sociale, lo sfasamento, che stiamo soffrendo oggi in Europa è figlio anche di questo rinnegamento delle origini, di questa violenta ed inaudita censura storica: un popolo che disconosce le sue origini cessa di essere popolo. I più grandi (e veri) intellettuali laici e di sinistra, perfino in Francia, riconoscono questa evidenza almeno storicamente e culturalmente. Sono rimasti i soliti eruditi nostrani a negare la realtà in nome della loro cieca ideologia che tanto male ha fatto e sta facendo al nostro bel paese bloccando ogni progresso umano in nome della dittatura del progresso collettivo e di un egualitarismo contro natura: i Santoro, gli Oddifreddi, gli Scalfari, gli ambientalisti integralisti, gli Epifani, gli Agnoletto... Ovvio questa è semplicemente una mia opinione, non di Benigni, né di Nicoletta, Michele, Luca o i responsabili di questo sito. Cosa c'entra tutto questo con la Sierra Leone? Non lo so, ma i fatti mi cosano! Un fatto? Qui mancano 2.000 anni di cristianesimo. Da noi vorremmo cancellarne 1.999 salvando solo la solidarietà ed il pacifismo. Sic transit gloria mundi!



SIERRA LEONE: Ancora ultima nell'indice di sviluppo umano
DAKAR, 18 Dicembre 2008 - Per il secondo anno consecutivo la Sierra Leone è arrivata ultima su 179 nazioni nella classifica stilata dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) relativamente agli indicatori di sviluppo umano che considerano: speranza di vita alla nascita (vita media), tasso di analfabetismo degli adulti e tasso di educazione secondaria, tasso di mortalità infantile, Prodotto interno Lordo pro capite. Tradotto: la Sierra Leone è il paese più povero del mondo. Questo pur avendo terre fertili, mare pescoso, acqua da vendere, risorse minerarie... Un giorno vi racconto i miei perché.

Concludiamo pubblicando gli auguri di Natale indirizzati ad alcuni sostenitori di Reggio Emilia dal nostro Padre Berton. Dedichiamo questi auguri a tutti coloro che in questo anno ci sono stati vicini e non ci hanno mai fatto sentire soli venendoci a trovare fisicamente, mandando contributi economici, inviandoci sms, scrivendoci mail, telefonandoci, contattandoci via Skype, facendoci pervenire saluti, leggendo le nostre avventure su questo sito e, soprattutto, pregando per noi. E' la cosa più importante visto che le nostre nonne ed i nostri nonni non lo possono più fare dalla terra ma "solo" dal Cielo. Non nascondiamocelo: non è facile stare in Sierra Leone né per la famiglia, né per il lavoro, ma grazie alla vostra compagnia ed alla certezza che il Signore è qui che ci vuole per il nostro bene... E' bello vivere così! Grazie. Grazie. Grazie. Ale, Nico, Michele, Luca




LETTERA DI PADRE BERTON IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE 2008

Buon Natale, cari amici. Ricordatevi almeno voi che è nato Gesù Bambino, che ha avuto inizio il Cristianesimo. Non dategli un altro nome per accomodare chi non ci crede. Non dite bugie credendo di fare piacere a presunti amici, perché è un prenderli in giro, e loro lo sanno e loro lo sentono, perché non sono stupidi,  anche se non ve lo dicono. Come è diventato strano il vostro mondo! Meglio quaggiù dove i miei bambini,  in maggioranza mussulmani, mi chiedono tante cose attorno alla grotta dove è nato Gesù. Ed io non dico loro bugie come fa qualcuno di voi che vuole passare per moderno, per illuminato, per educato. Io racconto il “fatto storico” della nascita di Gesù che se anche per loro è solo un profeta, e Gesù lo era, ma non solo, è sempre il più grande di tutti!

Buon Natale e vi auguro anche un felice 2009. Grazie per averci sempre tenuti nel vostro cuore.

Padre Bepi Berton

(nella foto a sinistra Padre Berton con il presidente di AVSI Arturo Alberti)


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