19 Dic 2009 |
|
Settimana 50 2009: "Il Natale italiano ha un protagonista illegittimo" Freetown, 7 dicembre 2009, Sant’ AmbrogioCaro direttore de L'Azione di Fabriano, Il Santo Natale si avvicina. Per la prima volta i miei figli passeranno la festa in Italia e non in Sierra Leone. Ti confesso che come genitore sono un po’ preoccupato e le ragioni sono opposte a quelle che hanno spinto l’ormai famosa signora finlandese a denunciare lo stato italiano reo di tollerare crocifissi nelle aule scolastiche frequentate dai suoi figli. Durante il periodo natalizio, infatti, rilevo una presenza inquietante che, per dirla come la sentenza della corte europea, “ostacola il diritto alla libertà di educazione dei miei figli”.
Fine della parodia semi-seria. Ovviamente non ho nulla contro babbo natale. Figurarsi poi se lo si identifica con San Nicola e non con il prodotto di marketing: non posso che rispettare l’usanza. Non ricordo nemmeno se durante la mia infanzia chi portava i doni fosse Gesù Bambino o babbo natale: la questione non aveva rilevanza perché negli anni ’70 il centro del Natale era ancora Gesù di Nazaret mentre il babbo era solo un simpatico comprimario. Nelle scuole statali, negli ospedali, negli uffici pubblici si poteva ancora fare il presepe. Alla materna ed alle elementari c’era lo spettacolo natalizio con tutti i bambini come figuranti: pastori, animali, angeli, Maria, Giuseppe. Il ruolo del Bambinello nella mangiatoia è toccato perfino a qualche figlio di comunista o di ateo conclamato. E sono sopravvissuti tutti! In una situazione simile il buon babbo vestito di rosso, faceva colore, ravvivava. Ora, eretto a protagonista unico del Natale, mi preoccupa un po’. Tranquillo caro direttore: non farò come la signora finalndese, non denuncerò la casa creatrice o i supermercati, nè i miei vicini di casa che lo appendono al balcone. Non vale la pena. Tanto tra 20 giorni sparirà da solo. Certo una volta lo si incontrava solo nella settimana del 25 dicembre, oggi la sua vita (commerciale) si è allungata: compare già da novembre e lo stanno usando suo malgrado nel tentativo di oscurare anche Santa Lucia ed i Re Magi. Non vale la pena, dicevo, portarlo in tribunale per attentato alla libertà di educare i miei figli al cristianesimo, tanto non esiste. Il Personaggio da cui prende il nome il Natale, invece, è di ben altra fattura (cfr Dante, Paradiso, "Inno a Maria"). E’ stato ed è – peccato che i miei bimbi non possano ancora apprezzare questa sfumatura - portatore di un messaggio rivoluzionario di salvezza, speranza, amore. Lasciami osare direttore: è l’unico salvatore del mondo! Ed è presente ogni giorno nella sua Chiesa, in quelli che lo seguono, nella magnificenza del creato, in tutte le cose belle della vita. Non basta far togliere il crocifisso da un’aula scolastica per cancellarlo. Nè una sentenza di un tribunale. Nè una legge contro la vita che lui stesso ci ha donato. Ah! Ah! Ah! Sono duemila anni che è qui in mezzo a noi. Da molti più secoli il suo popolo lo ha cercato, atteso, implorato. Il cuore dell’uomo di tutti i tempi, di tutte le razze e culture, è inquieto finché non lo trova. Quindi caro direttore, da un lato sono impensierito per il primo Santo Natale dei miei figli in terra italiana, dall’altro sono fiducioso perché Uno che ha vinto la morte non ha bisogno di strumenti di marketing per conquistare il cuore dell’uomo. Penso a ciò che scrisse il buon Guareschi nel libro Don Camillo: “E fra mille anni la gente correrà a seimila chilometri l’ora su macchine a razzo superatomico e per fare cosa? Per arrivare in fondo all’anno e rimanere a bocca aperta davanti allo stesso Bambinello di gesso che, una di queste sere, il compagno Peppone ha ripitturato con il pennellino”. Buon Santo Natale di Nosto Signore Gesù Cristo a lei ed a tutti i lettori de L’Azione. E W Gesù Bambino! Alessandro Galimberti
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."
|
|||||||||||||||||||||||||||||||




