29
Nov
2009

Settimana 48 2009: "La nuova ricreazione"

PDF Stampa E-mail
africa - diario
Scritto da Alessandro Galimberti   
Settimana 48 2009: "Lo spettacolo della nuova ricreazione"

Freetown, 29 novembre 2009

Da quando sono terminati i lavori di costruzione del campo giochi della scuola primaria, la ricreazione alla Holy Family School non è più come prima. La scuola stessa non lo è. Nulla di tutto ciò che AVSI ha finanziato, costruito, fatto in questi anni ha trasformato l’atmosfera scolastica come questo intervento finanziato dalla Provincia di Modena. E’ uno spettacolo assistere alle partite di calcio tra classi o alla lotta per accaparrarsi un posto nella fila per l’altalena. Anche gli insegnanti sono elettrizzati: si vede lontano un miglio che se potessero giocherebbero anche loro!

Il gioco, nel paese tra i meno sviluppati e con la più alta mortalità infantile al mondo, non può non avere una valenza educativa fondamentale. Non tanto e solo per i bambini, ma anche per insegnanti e genitori. Mi spiego... Alla Holy Family School si sono raggiunti risultati incredibili rispetto al resto della Sierra Leone: l’abbandono scolastico è notevolmente ridotto, la mortalità infantile e giovanile è almeno 10 volte inferiore alla media nazionale, lo stesso si può dire per le gravidanze in età scolare, per non parlare della fedeltà degli insegnanti al posto di lavoro.

Tutto questo è stato possibile grazie (i) alle cure mediche garantite dal Sostegno a Distanza AVSI; (ii) all’introduzione di una cultura “nuova” di attenzione al destino di felicità di ogni bambino e non solo al curriculum scolastico che è pure di altissimo livello; (iii) alla formazione continua degli insegnanti; (iv) agli incontri di sensibilizzazione con i genitori; (v) alla bellezza e funzionalità del complesso scolastico; (vi) allo sport ed alle attività ricreative che ora usufruiscono di giochi mai visti prima. Genitori ed insegnanti notano che presso la nostra scuola i bambini ricevono un trattamento da persone di grande valore. Qualche genitore che guardava ai figli come ad un’assicurazione per la vecchiaia, a un supporto logistico per andare a prendere l’acqua alla mattina o a fare l’elemosina per le strade, osserva con stupore tutto ciò che viene fatto, le attenzioni, la cura, l'amore e non può non concludere che la vita di suo figlio/figlia ha un valore immenso. E si comporta di conseguenza. Bisogna ricordare che in questa città normalmente il poco che si guadagna in famiglia non viene messo da parte per le cure mediche, la scuola o una vita migliore, ma speso per un nuovo telefonino. Se c'è un pezzo di carne per cena, andrà all'adulto, non al bambino. Come confermano i nostri amici medici di Emergency, in caso di malattia, anche a fronte di servizi gratuiti, troppo spesso i genitori portano i figli all'ospedale quando ormai non c'è più nulla da fare. Per non parlare dei frequenti incidenti domestici mortali che coinvolgono i piccoli e conseguenza della scarsa attenzione con cui vengono seguiti... Bene, i genitori dei nostri bambini "di valore" non si comportano così!

Concludo con del folklore. Io non credo al Juju, la stregoneria locale. Qui tutti lo temono e ci sono tante Vanne Marchi che lo esercitano arricchendosi da generazioni... Tutto è cominciato un venerdì mattina andando al lavoro quando il telefonino si è spento e non si è più riacceso: morto lui e persi tutti i numeri salvati in due anni di Sierra Leone. Arrivato in ufficio ho cominciato a lavorare al computer, ma la tastiera è impazzita e mi risultava impossibile digitare un qualsiasi tasto. Con fatica ho provato a stampare un documento urgente, ma la stampante si è messa a tagliare i fogli anziché imprimervi inchiostro. Dopo dieci minuti un collaboratore è entrato nel mio ufficio per comunicarmi che la nostra unica fotocopiatrice si era guastata. Erano solo le dieci ma avrei voluto andare a casa. Fino alle 13.30 non è successo più nulla. Poi Joseph, il nostro contabile, ha ricevuto una telefonata: era Nicoletta rimasta in strada con la sua auto andando a prendere i bambini a scuola. A quel punto ho chiuso baracca e burattini e sono tornato a casa. No, secondo me non si è trattato di stregoneria. Direi che la spiegazione è molto più semplice ed è ben sintetizzata nel noto pensiero di Aristotele: “La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo”. Solo che il sommo pensatore non aveva usato il termine “sfortuna”, ma una parola più pregnante. Intraducibile dal greco.

Commenti
Nuovo Cerca
Sindy   |195.81.104.xxx |2009-11-30 18:02:43
Il tuo racconto mi fa pensare che spesso è proprio vero che dalle piccole cose si ottengono grandi
conquiste!!
Ti auguro di continuare a fare un passo dopo l'altro...
Tanti saluti da Melano!
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
UBBCode:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil::silly::dry::lol::kiss::D:pinch:
:(:shock::X:side::):P:unsure::woohoo::huh::whistle:;):s
:!::?::idea::arrow:
 
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."