29 Nov 2009 |
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| Settimana 48 2009: "Lo spettacolo della nuova ricreazione"
Freetown, 29 novembre 2009 ![]()
Tutto questo è stato possibile grazie (i) alle cure mediche garantite dal Sostegno a Distanza AVSI; (ii) all’introduzione di una cultura “nuova” di attenzione al destino di felicità di ogni bambino e non solo al curriculum scolastico che è pure di altissimo livello; (iii) alla formazione continua degli insegnanti; (iv) agli incontri di sensibilizzazione con i genitori; (v) alla bellezza e funzionalità del complesso scolastico; (vi) allo sport ed alle attività ricreative che ora usufruiscono di giochi mai visti prima. Genitori ed insegnanti notano che presso la nostra scuola i bambini ricevono un trattamento da persone di grande valore. Qualche genitore che guardava ai figli come ad un’assicurazione per la vecchiaia, a un supporto logistico per andare a prendere l’acqua alla mattina o a fare l’elemosina per le strade, osserva con stupore tutto ciò che viene fatto, le attenzioni, la cura, l'amore e non può non concludere che la vita di suo figlio/figlia ha un valore immenso. E si comporta di conseguenza. Bisogna ricordare che in questa città normalmente il poco che si guadagna in famiglia non viene messo da parte per le cure mediche, la scuola o una vita migliore, ma speso per un nuovo telefonino. Se c'è un pezzo di carne per cena, andrà all'adulto, non al bambino. Come confermano i nostri amici medici di Emergency, in caso di malattia, anche a fronte di servizi gratuiti, troppo spesso i genitori portano i figli all'ospedale quando ormai non c'è più nulla da fare. Per non parlare dei frequenti incidenti domestici mortali che coinvolgono i piccoli e conseguenza della scarsa attenzione con cui vengono seguiti... Bene, i genitori dei nostri bambini "di valore" non si comportano così!
Concludo con del folklore. Io non credo al Juju, la stregoneria locale. Qui tutti lo temono e ci sono tante Vanne Marchi che lo esercitano arricchendosi da generazioni... Tutto è cominciato un venerdì mattina andando al lavoro quando il telefonino si è spento e non si è più riacceso: morto lui e persi tutti i numeri salvati in due anni di Sierra Leone. Arrivato in ufficio ho cominciato a lavorare al computer, ma la tastiera è impazzita e mi risultava impossibile digitare un qualsiasi tasto. Con fatica ho provato a stampare un documento urgente, ma la stampante si è messa a tagliare i fogli anziché imprimervi inchiostro. Dopo dieci minuti un collaboratore è entrato nel mio ufficio per comunicarmi che la nostra unica fotocopiatrice si era guastata. Erano solo le dieci ma avrei voluto andare a casa. Fino alle 13.30 non è successo più nulla. Poi Joseph, il nostro contabile, ha ricevuto una telefonata: era Nicoletta rimasta in strada con la sua auto andando a prendere i bambini a scuola. A quel punto ho chiuso baracca e burattini e sono tornato a casa. No, secondo me non si è trattato di stregoneria. Direi che la spiegazione è molto più semplice ed è ben sintetizzata nel noto pensiero di Aristotele: “La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo”. Solo che il sommo pensatore non aveva usato il termine “sfortuna”, ma una parola più pregnante. Intraducibile dal greco.
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