14 Nov 2009 |
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Settimana 46 2009: “Miracolo a Freetown: la vita vale!” Sabato, 14 novembre 2009Il grande avvenimento della settimana è stata la visita alla casa delle suore della Carità: un luogo dove accolgono tutti, poveri, malati, orfani, vagabondi. E il sorriso delle suorine! In particolare mi ha commosso quello di madre Nicoline che si occupa del reparto dei bambini: ci sono i lettini azzurri che avevo già visto nella loro casa in Rwanda nel 1997; anche le pareti sono azzurre; ovunque simboli cristiani soprattutto immagini della Sacra Famiglia quasi a ricordare che nessuno è solo. Ognuno di noi ha una famiglia in Cielo presente anche in terra attraverso l’amore di queste donne meravigliose.
Suor Nicoline è... Del Burkina Faso: se la Sierra Leone è l’ultimo paese dell’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite, il Burkina è penultimo o terzultimo. Insomma: non stiamo parlando della Svizzera! Questo conferma ancora una volta che la componente culturale-educativa contribuisce non poco a mantenere la Sierra Leone all’ultimo posto malgrado una terra fertilissima, un mare pescoso, minerali preziosi abbondanti, democrazia ormai quasi da 10 anni, infinita disponibilità di acqua.
Ero in visita con Matteo, specializzando in pediatria all’Università di Parma, in missione di tre mesi per un progetto di collaborazione con l’ospedale di Emergency: produce ed insegna a produrre la “Pappa di Parma”, un concentrato di proteine e vitamine (le noccioline sono l’ingrediente di base) per combattere la malnutrizione. Ad un certo punto le suore ci hanno presentato Samuel, un bimbo handicappato mentale e fisico: una rarità in un paese dove i bambini come lui vengono abbandonati o lasciati morire di incuria e fame. In più di due anni è solo il secondo che incontro. Ho chiesto il permesso di scattare una foto del piccolo con i suoi angeli custodi. Le suore si sono avvicinate a Samuel e prima di girarsi verso l’obiettivo lo hanno raddrizzato sulla sua sedia a rotelle, gli hanno riordinato il vestito, fatto una carezza ed un sorriso e poi si sono messe in posa..
Ho assistito così ad una testimonianza carnale degli effetti di un'educazione “diversa”, di una cultura della vita che oggi sembra passata di moda in occidente (soprattutto a livello istituzionale) e qui sembra non essere mai arrivata. Ho sperimentato la sacralità della vita in tutte le sue forme. E mi sono sentito fortunato: che bello essere cristiani! Ho pensato a quella donna albanese minuta e apparentemente debolissima che ha creato tanti luoghi come questo in tutto il mondo. Ogni visitatore di una casa della Carità, ateo o credente, rimane colpito dal sorriso delle figlie di Madre Teresa, dal loro sguardo educato a vedere Cristo in ogni persona che incontrano. Non solo nei poveri - sottolineava Madre Teresa - ma in chiunque. E quando vedi Cristo, non puoi non avere sempre quel sorriso lì. Quello sguardo lì. Vale ricordare che anche il nostro parroco don Gabriele durante la sua visita del febbraio scorso si era innamorato di queste suorine e, con il suo solito slancio di entusiasmo, prima si è presentato con una sacco da 50 kg di riso ed un mazzo (letteralmente) di Leoni, mesi dopo mi aveva affidato l’incarico di portare ancora un’importante donazione ed una richiesta speciale. Credo si possa dire: “Che preghino per la mia opera pastorale e per il sogno di far partire un oratorio a Melano”. Santa Teresa di Calcutta, grande donna del nostro tempo, colpisce ancora!
FOTO SOTTO: la bellezza salverà il mondo.
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