Domenica 2 novembre

Dopo 22 giorni
senza elettricità pubblica in settimana è
finalmente ricomparsa: il suo ritorno è stato festeggiato
coma la vittoria di uno scudetto. Confesso che tornare al rumoroso
generatore, alle torce elettriche di notte, alla barba al buio la
mattina è stato pesante. E costoso visto il prezzo del
carburante! Prima abbiamo scoperto che la luce mancava solo nella
nostra zona, poi dopo due settimane solo nella nostra via. Nel
frattempo ho saputo che nell'area dove vive il presidente della
Repubblica, a trecento metri da casa nostra, l'elettricità
veniva garantita 20 ore su 24, mentre noi non siamo mai andati
oltre le 12 ore al giorno... "All world is village", tutto il mondo
è paese! Ho avuto anche la possibilità di parlare con
il General Manager dell'ENEL locale che qui si chiama NPA (National
Power Authority). Mi ha tenuto al telefono 15 minuti spiegandomi
che: 1. Si era rotto un trasformatore 2. Non c'erano i pezzi di
ricambio 3. Non c'erano i soldi per ripararlo 4. Alcuni operai
scavando avevano anche tagliato un cavo 5. Non si conosceva il
posto esatto dove questo cavo fosse stato spezzato perché la
terra a cause delle piogge aveva ricoperto tutto 6. Un
altro cavo nelle scorse settimana era stato tagliato per sbaglio e
poi riattaccato con la colla (Non scherzo, a meno che in inglese
"Glue" abbia altri significati) ma non avendo retto alla tensione
era ancora da riparare...
Nel frattempo il governo ha annunciato che la grande diga di
Bumbuna, a 250 km da Freetown, è praticamente terminata. E'
stata costruita in 20 anni (e passa) dalla ditta italiana Salini
ora Sal Cost. Un'altra impresa italiana si sta occupando di
ripristinare la linea di distribuzione fatta da 500 enormi tralicci
che collegano Bumbuna a Freetown. Infatti 94 di questi tralicci
sono stati abbattuti dalla popolazione locale per farne pentole e
attrezzi vari. Si narra che da marzo nella capitale ci sarà
elettricità 24 ore su 24... Mah!

Aggiornamento progetti: ancora una grande festa questa
settimana per l'inaugurazione, meglio il varo, delle tre barche a
motore e reti da pesca finanziate dal progetto AVSI-Banca
Mondiale a favore di 3 cooperative di giovani pescatori. E' stata
un'occasione simpatica dove si è potuto osservare la fusione
tra il più inutile formalismo britannico e la tradizione
locale. Quanto allo stile british: in queste occasioni tutti coloro
che prendono la parola impiegano 10 minuti a salutare gli ospiti e
gente che è cresciuta insieme si chiama per cognome. Ma
l'aspetto più esilarante è costituito dalle
presentazioni: c'è un primo moderatore che invita gli ospiti
d'onore a raggiungere l'high table (letteralmente il "tavolo alto")
ed introduce la cerimonia. Poi passa la parola ad un altro che
è incaricato di fare l'elogio e di raccontare il curriculum
di quello che sarà il vero moderatore il quale a sua volta
introdurrà i personaggi chiamati a fare i discorsi. Quanto
alle tradizioni locali: ad un certo punto sono comparse due
bottiglie di brandy (dubito che la tradizione prevedesse proprio
questa bevanda). Così mi aspettavo un varo tipo Fantozzi con
la contessa Serbelloni Ballanti Vien Dal Mare che di rincorsa
provvedeva a spaccare le bottiglie sulla chiglia delle barche.
Invece la tradizione vuole che il più vecchio dei pescatori
dopo aver formulato delle preghiere a Dio (non importa se il Dio
cristiano o musulmano, a Dio e basta) apra le bottiglie e ne versi
piano piano il contenuto sul terreno. Alla fine di questo semplice
gesto, i presenti si sono abbandonati in applausi, balli e canti.
Io ho fatto più o meno lo stesso discorso dell'altra volta.
Ernest idem. Il rappresentante della cooperazione italiana
Piercarlo Vicentini idem. Le tre cooperative che abbiamo formato ed
aiutato si chiamano: "WAN WORD" (in Crio, la lingua locale,
significa letteralmente "una parola", "una sola voce" e
simbolicamente "unità"); "TAMEMSU" (= "provateci"); NAWESO
(= "siamo noi"). Al varo doveva partecipare il ministro della pesca
e delle risorse marine. Ci aveva chiesto perfino di rinviare la
manifestazione da mercoledì a giovedì perché
così sarebbe potuta intervenire. Invece, come volevasi
dimostrare, ha inviato un panciuto rappresentante sul cui biglietto
da visita campeggiava un piatto di pesce tipo "Da Carlo" a
Senigallia con la solita scritta "Direttore Generale" di
qualcosa.

La costruzione della scuola è quasi finita e mi permetto
anche una clamorosa anticipazione di cui daremo conferma nelle
prossime settimane: come l'anno scorso i nostri ragazzi di terza
media sono stati tutti promossi all'esame nazionale. Con
commissione esterna! Nel 2007 eravamo stati gli unici della nazione
a non avere respinti. Quest'anno ancora non si sa se siamo i soli.
Quello che è certo che la scuola gestita da FHM e finanziata
al 100% da AVSI è tra le migliori del paese. Un po' di sano
orgoglio... Alla prossima!