01
Nov
2009

Settimana 41 2009: "Fiat lux"

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africa - diario Sierra Leone
Scritto da Alessandro Galimberti   
Settimana 41 2009: "Fiat lux" Freetown, 10 ottobre 2009

E luce fu. Dopo 20 anni di lavori e almeno 3 anni di annunciate inaugurazioni, la diga di Bumbuna (500 km da Freetown) ha cominciato a produrre elettricità. Costruita da una ditta italiana e finanziata da governo italiano e Banca Mondiale, era stata progettata per servire un agglomerato urbano che contava 400 mila abitanti. Ora, dopo la lunga guerra civile, la capitale della Sierra Leone ha raggiunto i 2 milioni. Migliaia di catepecchie costruite sotto o letteralmente a ridosso dei fili dell’alta tensione. Si registrano già due morti fulminati.

Confesso che con la corrente (quasi) 24 ore al giorno è tutta un’altra vita: si può fare la spesa considerando di avere un frigorifero; si può leggere un libro a letto prima di dormire senza doversi alzare, crollando dal sonno, per spegnere il generatore; si può mangiare e guardare la Tv senza l’assordante rumore di sottofondo del motore a scoppio... Abbiamo un dubbio però. Un nostro amico spagnolo che vive non lontano da noi, da un po’ di tempo non ha nemmeno un minuto di elettricità. Eppure, essendo collegato alla stessa linea del presidente della repubblica, ne ha sempre giovato anche quando in città non arrivava corrente per nessun altro. Pare che un costosissimo trasformatore si sia rotto. Vuoi vedere che hanno attaccato la casa del presidente alla linea elettrica della nostra zona? Se così fosse – Dio mi perdoni – mi auguro che quel trasformatore non venga mai riparato!

Finalmente è arrivato il primo giorno di scuola anche per Luca. Siccome ogni figlio ha il suo carattere, Luca non ha ancora pianto un minuto. Nemmeno quando la mamma lo ha lasciato il primo giorno. Michele, qualche lacrimuccia la versa sempre all’inizio, ma poi si aggrega a quella che è ormai diventata una vera e propria banda di amici: Eathan su tutti, poi Jadzu, Houssain, Ali. Tutti più o meno libanesi. Quando vogliamo far mangiare a Michele qualcosa di sano a lui sgradito, o prendere una medicina amara, lo minacciamo così: “ Se non finisci tutto, domani non vai all’asilo!” Non ci sono più i bambini di una volta.

Un giorno Michele e Nico hanno visitato il museo della ferrovia di Freetown: l'unico museo del passato che espone pezzi futuribili... Nel senso che le rotaie, le stazioni, i ponti lasciati funzionanti dagli inglesi all'epoca dell'indipendenza (1961) sono stati smantellati o distrutti in pochi anni dai locali cui ora piacerebbe avere il treno, ma, appunto, lo possono vedere solo al museo. Michele, molto probabilmente l'unico visitatore del mese di ottobre, ha potuto fare di tutto circondato da inservienti eccitati dalla presenza di un turista. Ha passato perfino 20 minuti sul carrello a mano, quello delle comiche, avanti ed indietro sulle rotaie...

Con la scuola sono iniziate anche le fantasmagoriche feste di compleanno dei figli dei libanesi ricchi. La prima è stata quella di Lara, 3 anni. Tutti i bambini della scuola hanno ricevuto un invito con la sua foto montata a puzzle. In queste occasioni Nicoletta mi fa’ la telecronaca via sms: “Ci sono i palloncini con la faccia della della festeggaita”, “Dovevi vinire: c’è un fachiro che fa evoluzioni tipo i bulgari di Aldo, Giovanni e Gaicomo”, “La bimba è vestita come una principessa medioevale”, “Ho finalmente conosciuto la mamma. E’ tutta rifatta (sapevate che il Libano è il paese con la più alta percentuale di interventi di chirurgia estetica per numero abitanti del mondo? Ndr). Per due anni ho sempre e solo visto la baby sitter”...

Ogni tanto io e Nicoletta ritorniamo ridendo alla festa che abbiamo organizzato lo scorso anno per i compleanni di Luca e Michele. Era un sabato e verso le tre del pomeriggio un corteo di auto colme di bambini libanesi scortati da autisti e baby-sitter ha invaso il nostro cortile. Era quello il loro secondo party della giornata. Avevamo anche proposto agli altri genitori di fare una festa comune, ma non consideravamo che il confronto era valido per il campionato nazionale delle feste di complenno. Così dopo circa un’ora e mezza il corteo se ne è andato in direzione della terza festa. Avevamo offerto pizzette e torte fatte in casa. In cortile non c’era nessun castello gonfiabile su cui saltare. Nemmeno lo straccio di un uomo ragno, un Winnie the Pooh qualsiasi. Ad un certo punto il padre di un bimbo si è avvicinato discretamente e con voce compassionevole ha sussurrato: “Me lo potevate dire, avrei portato i giochi dei miei figli. Ne abbiamo tanti”. L’Africa è anche questa!

Vi saluto con un’immagine di una delle tante stranezze della Sierra Leone e vi prometto per il prossimo appuntamento un aggiornamento sui progetti che stanno avanzando in maniera spettacolare.

Commenti
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Sindy  - Saluti!   |195.81.104.xxx |2009-11-02 00:36:06
Un saluto alla famiglia Galimberti!
Ora che finalmente anche io posso dire di avere la wireless in
casa, non mancano le visite giornaliere al sito e sono proprio contenta di poter leggere i tuoi
articoli!
Immaginare la vostra vita quotidiana è assai arduo, ma i tuoi racconti sono proprio un
interessante ritratto dell'Africa,con le sue mille contraddizioni.
A risentirci al prossimo
articolo!
A. Galimberti   |Publisher |2009-11-03 09:44:37
Grazie per l'attenzione che presti alle nostre "avventure" e grazie alla tecnologia offerta
dal campanile di Melano! Per renderti conto di ciò che viviamo qui hai una sola graditissima
possibilità... Prendi con Diego un aereo e passi un po' di tempo con noi. Ne vale la pena. Vi
aspettiamo! Ale
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