Settimana 4 5 08 |
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| africa - diario Sierra Leone | ||||||||
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Domenica 3
febbraio 2008
Dal punto di vista dei progetti ci troviamo in una fase di passaggio: finita la prima parte della costruzione della scuola, ci stiamo organizzando per la seconda. Abbiamo dovuto modificare il progetto iniziale, far preparare un nuovo disegno tecnico ed un nuovo capitolato di spesa. Nel frattempo però sono già stati effettuati gli scavi (vedi foto). Anche per il progetto della Banca Mondiale ci stiamo organizzando. Abbiamo assunto tre nuovi collaboratori: Alpha, coordinatore operativo per costruzioni e corsi formazione professionale (quello seduto nella foto sotto); Polyanna, contabile; Adam, autista (il più cicciottello vicino a me) per adesso senz'auto. I tre si aggiungono a Mamoud Tarawallie (responsabile del progetto, secondo da sinistra) e a Paul Lakoh (primo in piedi da sinistra) coordinatore del programma di supporto ai pescatori. Tutti senza ufficio e scrivania, ma provvederemo presto. Con fatica e grazie all'aiuto di alcuni esperti ghanesi siamo finalmente riusciti a preparare tutti i documenti necessari alle procedure di acquisto. Si tratta praticamente di organizzare gare di appalto per qualsiasi cosa da acquistare: dalla matita, all'auto, ai servizi dell'impresa costruttrice. Quanto agli aspetti casalinghi, Toshi (che lavora all'UNDP) ed Ewa ci hanno fatto entrare allo spaccio delle Nazioni Unite e... Sembravamo dei bambini davanti all'albero di Natale: spaghetti, biscotti, sughi pronti, olio extra vergine di oliva, aceto, tè freddo, tortellini, torrone, pandoro e panettone delle migliori marche italiane! Pare che la base logistica che serve questo distaccamento sia Brindisi, quindi comprano tante cose in Italia. Spettacolare!!! Potremo risparmiare tanti kg nelle valige per i nostri viaggi riservandoli ai pannolini. Quelli infatti non ci sono poiché le Nazioni Unite non ritengono la Sierra Leone un paese adatto a personale con famiglia. Nei supermercati dei libanesi, invece, i pannolini costano anche tre volte in più dell'Italia! Nicoletta ha fissato il volo di rientro per lei e Michele: 29 febbraio. A Michele sicuramente mancherà la sua Marie... Ormai fanno coppia fissa. Lei ripete anche qualche parola in italiano ascoltando sempre Nicoletta. Michele è fermo a "mamma" e "Mohamed". Abbozza un "Sergi" che è il suo amichetto dell'asilo. "Papà" nemmeno sotto tortura. Leggo dal sito Gazzetta (giornale del regime interista): "Senza errori arbitrali, Juve in testa alla classifica!"... Certo che i tempi cambiano eh... Ho saputo solo oggi che il 20 gennaio scorso è morto Ettore Ciarafoni mio padrone di casa da quando sono arrivato a Fabriano il 5 marzo 1998 fino al 31 ottobre 2005 quando io e Nico ci siamo trasferiti a Melano. Il signor Ettore aveva più di 90 anni, occhi azzurri che Paul Newman gli faceva un baffo. Una vita avventurosa: prima in guerra in Albania per tre anni e poi 40 passati nelle miniere di zolfo tra Sassoferrato e la Sicilia. E' sopravvissuto al lavoro in miniera dove ha visto morire tanti compagni e ne ha salvati parecchi. Per questo è stato nominato cavaliere del lavoro della Repubblica Italiana. Era stato in coma dopo una caduta da un albero e sosteneva di aver visto il Paradiso. Lo descriveva così: Tanta luce, una felicità immensa, come se non avessi più bisogno di nulla." Secondo me è vero! Raccontava che un girono gli era apparso Papa Giovanni XXIII che gli aveva garantito ancora parecchi anni di vita. Così è stato. Il signore Ettore era sposato da 69 anni (!!!) con Italia Paterniani. Che coppia: litigavano ancora come sposini. Mi hanno sempre trattato come un figlio. Ricordo che quando giravo l'Europa per la Indesit, puntualmente ogni settimana arrivava la telefonata del signor Ettore mentre ero da un cliente: "Alessandro! Italia ha fatto le castagnole, passa a prenderle." Oppure chiamava per i fichi dell'albero delle Piagge, i pomodori, la pizza, la torta. Ed io a spiegare che ero in Russia ed ero impossibilitato. Ed il signor Ettore: "E adesso ormai le ha fatte, che facciamo?". Gente spettacolare! Il signor Ettore mi ricorda il mio amico Ovidio, bergamasco, contadino dalla tenera età fino agli ottant'anni. Tutta la vita a mungere mucche, fare taleggi e recitare rosari. Due persone che non parlavano molto della Speranza cristiana, semplicemente la vivevano. E la loro testimonianza mi resterà sempre nel cuore. Grazie di tutto e ciao signor Ettore!
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