Settimana 39 08 |
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| africa - diario Sierra Leone | ||||||||
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Domenica 28 settembre
Venerdì sera sono finalmente (per me, non so per loro) ritornati in Sierra Leone. Sono andato a riceverli all'aeroporto prendendo il grande traghetto nuovo di zecca ritratto nella foto qui sotto a sinistra (NB: quella sul fianco non è ruggine ma pop art). Ricorderete che l'aeroporto sorge su una lingua di terra separata dalla città da 8 km di mare. Ci si arriva con 4 ore di auto per mezzo di una confortevole strada sterrata oppure via mare: in due ore e mezza con il traghetto (1 euro la prima classe); in un'ora con l'hovercraft che ora è rotto (42 euro); in 45 minuti con le barche di legno della foto qui sotto a destra (1,5 euro); in 10 minuti con l'elicottero (48 euro). L'ultima volta che ho volato io, hovercraft, traghetto ed elicottero erano in riparazione così ho preso una barca di legno a motore pagando 12 euro... Sono giunto in aeroporto completamente fradicio di acqua salata ed inquinata, valige comprese. Penso sia l'aeroporto più sfigato del mondo. Di gran lunga! Per tornare abbiamo preferito prendere il rischio dell'elicottero (vedi foto sotto). Uno di quelli dell'armata rossa pilotati da piloti ex-sovietici. Un rumore infernale ma almeno tre ore dopo l'atterraggio eravamo a casa. Alcuni amici che hanno scelto il traghetto sono arrivati 5 ore dopo l'atterraggio. Forse 25 km in linea d'aria il tragitto casa loro-aeroporto!!! Michele ha reagito molto bene all'espianto dal suo buen ritiro melanese e dai suoi amichetti Pippo, Francy ed Eleonora. E' sereno e contento. Si ricordava la casa anche se è già caduto due volte dalle scale per via dell'ultimo gradino che qui è sempre "a complemento" quindi alto quasi il doppio degli altri. Ovvio si ricordava del suo Mohamed anche se pronunciava meglio il suo nome un anno fa quando fu la sua seconda parola dopo "mamma". Qui sotto a sinistra lo vediamo osservare la prima papaya del giardino di casa Galimberti. Albero piantato solo pochi mesi fa ma che cresce a vista d'occhio. Ora abbiamo manghi, noci di cocco, fichi d'india, avogado e papaya. Devo cercare un banano... Altro che i quattro pomodorini del mio vicino di casa, l'Elio Lenci!!! Per Luca non è cambiato nulla. Chi lo ammazza? Mangia, dorme, ride e - purtroppo, dati i suoi kg in eccesso - vuole sempre più spesso essere preso in braccio. Con la scusa del mal di schiena riesco a demandare l'incombeza alla madre ma ogni tanto mi tocca e sono dolori veri. Ha iniziato ad ingurgitare cibo solido perché ormai il latte gli basta solo come antipasto. Ma non sembra convinto della frutta omogenizzata. Foto sotto a sx: ci aveva appena visto mangiare cosce di pollo... Noi genitori invece stiamo facendo un po' fatica. Logisticamente due figli piccoli in Sierra Leone sono un casino: acqua potabile, zanzariere, autan, bagnetti con una tinozza in plastica (vedi foto sopra a destra), acqua da far bollire, rubinetti da non far toccare, cibo da controllare, ufficio ad un'ora di auto... Però stiamo prendendo il ritmo. Sempre che la mia schiena da vecchio minatore regga. Michele ha ricominciato subito (dopo soli due giorni di Africa) ad andare all'asilo ritrovando alcuni compagnucci dello scorso anno. Questo non gli impedisce di piangere ogni mattina quando la mamma lo lascia. Poi però torna tutto contento per aver giocato fino allo sfinimento. Così come sono ricominciate le domeniche al mare: unico sollievo del cooperante in Sierra Leone! Tranquilli quindi: TUTTO BENE!
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