Settimana 3 09

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africa - diario Sierra Leone

Settimana 3-2009 "Natale in Africa con tanti amici e parenti"

Domenica 18 gennaio

carissimi amici non vi preoccupate, non è successo nulla, stiamo tutti bene. Semplicemente un periodo intenso di visite e soprattutto di lavoro con le mille scadenza amministrative (chiusura conti dell'anno e vari report) ed operative. Nicoletta ed i ragazzi del Sostegno a distanza dovevano raccogliere e ordinare quasi 800 letterine natalizie da spedire insieme alle foto dei bambini alle famiglie dei sostenitori italiani; io ero impegnato per il progetto del ministero affari esteri a verificare che due casette e due pozzi fossero pronti per l'arrivo delle tanto attese macchine del ghiaccio per la conservazione del pesce. Le abbiamo sdoganate il 5 gennaio ed anche quella è stata una grande e lunga impresa. Ora attendiamo gli esperti dall'Italia per il montaggio e l'installazione.
Abbiamo poi deciso di inaugurare la scuola secondaria ed il campo multifunzionale il 17 febbraio. Un martedì perché era l'unica data disponibile per la presenza dell'arcivescovo di Freetown. Come potete immaginare restano migliaia di piccoli lavoretti e rifiniture che sembrano non finire mai. Per fortuna c'è sempre il buon Claudio Cavazzoni da Correggio a tirare le fila dei lavori. Mancano ancora altre opere come i da gioco per la primaria e per la Senior, la recinzione e altro ma per quelle stiamo ancora raccogliendo i finanziamenti come riportato ne diario di qualche settimana fa.

Vorrei ripercorrere velocemente questo periodo da Natale in poi attraverso le immagini...



Natale è sempre Natale. Essendo babbo Natale un prodotto di marketing non poteva non adattarsi al "mercato" di riferimento: così si è dipinto di nero in barba alle sue origini estremamente nordiche...
E' praticamente il terzo Santo Natale che passiamo in Sierra Leone ed anche quest'anno abbiamo avuto la compagnia di grandi amici: Franco, Viviana, Stefano, Matteo, Eleonora che si sono aggiunti agli amici di qui come Ernest, Daniel, Augustine, John ed al mitico Padre Bepi. Per me è stata particolarmente commovente la notte di Natale. Dopo una cena normalissima sulla terrazza della nostra casa, poco dopo mezzanotte con gli amici italiani abbiamo messo la statua del bambinello nel presepe e recitato l'Angelus guardando proprio verso la grotta. "Il Verbo si fece carne". "Ed abita in mezzo a noi". Abita in mezzo a noi!!!

Qui sotto a sinistra Franco, sempre costretto ad acrobazie per fumare le sue sigarette, ed Eleonora cui per una settimana intera Michele è stato appiccicato. Dal primo momento che l'ha vista si è "innamorato" e non la più mollata: ringraziamenti pubblici per la bella veronese da parte del papà e della mamma. Torna presto!
A destra Seve e Stefano osservano divertiti la firma di un contratto sul cofano della macchina con tanto di pacco di Leoni, la moneta locale. Non crediate siano molti. Per fare la spesa qui si deve andare con la valigetta come nel 1929 negli USA. Si trattava comunque del contratto per la costruzione delle casette per il riparo degli impianti del ghiaccio nel villaggio di pescatori di Tokeh. Manca una foto della Viviana Magoni, "bergamasca di ferro e di celo" per citare il libro "Quaranta anni, quaranta giorni. In Sierra Leone con Padre Berton" di Davide Rondoni. Ma la maestra-consulente non ama molto le fotografie.


A Santo Stefano sono arrivati i nonni Arcangeli con lo zio Francy, quest'ultimo per la prima volta in Africa. Oltre a visitare le spiagge ed a spupazzarsi i nipotini i tre sono stati coinvolti nell'attività dei progetti. In particolare Stefania e Francesco sono subito stati messi sotto da Nicoletta per la sistemazione del materiale da spedire ai sostenitori italiani (vedi foto sotto a sinistra). Umberto invece si è dedicato, come era ovvio, più alle pubbliche relazioni ed alla supervisione dei lavori. Qui sotto a destra le vediamo circondato dai bambini sorridere all'ennesima battuta di quel pazzo missionario che risponde al nome di Berton. Dopo la visita dei nonni paterni, Michele e Luca hanno ricevuto quella dei nonni materni. Si ha un bel dire che la famiglia "moderna" oggi non è definibile per sesso, numero ecc. ecc. La nostra esperienza, guardando all'affetto che Michele nutre per i suoi nonni e zii e come vive il tempo della loro presenza, è che una famiglia se è composta da padre, madre (che vivono sotto lo stesso tetto e magari si vogliono bene), nonni, zii e cugini... E' meglio! Invitiamo quindi anche i nonni a tornare presto!


Poi, come dicevo sono arrivate le macchine per la produzione del ghiaccio per la conservazione del pesce. Di seguito le foto dello scarico del container e della costruzione del pozzo e di una delle casette. Tre villaggi di pescatori grazie a questo intervento ridurranno le perdite del pescato a causa della cattiva conservazione. Il prodotto avariato passerà dal 30% al 10% con un notevole guadagno economico per tutta la comunità.


Infine volevo impressionarvi... Guardate qua sotto. Queste immagini, lo confesso mi hanno emozionato. Trascurando tentazioni di vanagloria, mi torna in mente un anno e mezzo di casini, contrattempi, rincorse, problemi risolti ed irrisolti, caldo, anche discussioni e litigate. Si tratta di due foto prese dallo stesso punto. Il balcone del secondo piano della scuola media superiore. La prima del febbraio del 2008, la seconda ieri... Peccato non averne una del luglio del 2007: non ci sarebbe nemmeno l'edificio ad un piano che si vede in fondo a destra nella prima foto e che abbiamo terminato nel dicembre 2007. Le persone da ringraziare sarebbero troppe. Ma non è finita eh! I sogni di Berton, FHM ed AVSI ancora lontani dall'essere realizzati. C'è ancora molto lavoro da fare. Il cantiere resterà aperto per mooolto tempo...




Dimenticavo... Ieri notte è arrivato l'ultimo ospite del periodo prima dello sbarco settimana prossima di don Gabriele, parroco di Melano e non solo, e della banda di personale medico dell'ospedale di Fabriano. Claudio è qui come cugino del sottoscritto - è quello che mi ha attaccato la passione della pallacanestro - e come rappresentate dell'associazione A.VO.MI' di Cambiago. Cioè Amici Volontari Missioni, ma anche un'espressione che nel mio dialetto natale significa: "vado io", non aspetto che ci vada qualcun altro... E lui è venuto, come altri giovani del mio paese sono andati. Chi in Africa, chi in America Latina, chi per una missione breve, chi per lunghi periodi. In questo momento penso particolarmente a Suor Sabrina, una mia quasi coetanea e compagna di oratorio da tempo in missione per conto di Dio in un villaggio del Kenya. Ciao Sabri dall'altra parte dell'Africa!
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