Settimana 25 08

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africa - diario Sierra Leone
Domenica 22 giugno 2008

Questa settimana non racconterò progetti o avventure umane. Racconterò invece la giornata di sabato scorso tra folklore e vita da cooperanti nel paese più povero del mondo. Dunque...

Foto partitaAlle quattro del pomeriggio sono andato per la prima volta allo stadio nazionale (l'unico Ndr) per assistere alla partita della nazionale contro il Sudafrica per le qualificazioni mondiali (il Sudafrica è già qualificato essendo paese organizzatore) ed alla coppa d'Africa. Prezzo del biglietto in tribuna coperta: 20.000 leoni. Poco meno di cinque euro. Fila indiana interminabile all'ingresso con spintoni e sette controlli successivi prima di arrivare sugli spalti. Bottiglietta d'acqua di plastica confiscata come negli stadi seri. Quella che avevamo in mano... Peccato che alcuni miei colleghi ne avevano altre in un sacchetto di plastica che invece non hanno setacciato. Lo stadio da 40.000 posti è perfino bello. Meglio di tanti stadi di serie B ed anche di qualcuno di serie A italiana. 40.000 posti a sedere, erba verdissima ovvio e terreno in perfette condizioni malgrado le piogge torrenziali dei giorni precedenti.

Parentesi: lo stadio è stato costruito dai cinesi. Un giorno ho letto un'intervista ad un ministro del governo sierraleonese su un periodico europeo che recitava pressappoco così: "Sì i cinesi stanno invadendo l'Africa a volte in maniera discutibile. E' vero però che se chiediamo ad un paese del G7 di costruire una strada o un'infrastruttura, loro inviano gli esperti, organizzano cento riunioni per valutare gli impatti ambientali, pongono mille condizioni burocratiche ed ora che inviano i fondi passano mesi. Se lo chiedi ai cinesi, loro arrivano, portano i loro materiali, la loro manodopera ed in poco tempo costruiscono quartieri, strade, ponti ed altre infrastrutture. Certo non vanno per il sottile con i diritti dei lavoratori, i diritti umani, l'ambiente. Lo stadio nazionale ce lo hanno rifatto in un anno. I lavori sono iniziati un mese dopo la nostra richiesta...". Poi questa intervista continuava - questa volta in maniera immaginaria - così: "Con lo stadio, quindi, abbiamo fatto veramente in fretta. Solo quando i lavori erano quasi finiti abbiamo dovuto fronteggiare manifestazioni di ambientalisti che volevano bloccare i lavori. Erano guidati da tre bianchi spuntati dal nulla. Se non Foto risultatoricordo male si chiamavano Mohamed Agnoletto, Abdul Caruso e Ibrahim Cesarini. Ma la polizia è intervenuta subito, li ha arrestati e rispediti in Europa con la prima imbarcazione di legno". Peccato!

Tornando alla partita, la Sierra Leone ha battuto 1 a 0 il Sudafrica. Prima vittoria degli ultimi 5 anni. Prima vittoria della storia in un match di qualificazione alla coppa d'Africa ed alla Coppa del mondo. Ha segnato su rigore tale Mohamed Kallon, ex Piacenza ed Inter (dove era stato squalificato per uso di cocaina, da cui lo striscione: "Inter finalmente qualcosa di positivo: Kallon!" Ndr), ora in Grecia. Livello calcistico abbastanza imbarazzante, ma pubblico spettacolare anche se strano. Esultavano per cose diverse rispetto agli stadi europei e poi rimproverano i giocatori a caso. Alex Yatteh, il mio contabile, se la prendeva con il numero 14 (uno dei migliori) perché non riusciva a ricevere, malgrado si buttasse, passaggi che gli passavano a 4 metri con velocità assolutamente inadeguate. Uno spasso! Comunque grande vittoria dei Leone Stars e festa nazionale.



Foto karaoke Alla sera il mio gruppetto di amici franco-italiano è stato coinvolto, in maniera rocambolesca, in un karaoke giapponese organizzato in un ristorante cinese con le pareti rosa e atmosfera da retrobottega di una macelleria, compreso oste cinese in canottiera macchiata di sangue. Alla festicciola partecipava anche una coppia colombiana, un irlandese ed uno scozzese. C'era un menu di circa 2.000 canzoni: 1.500 in giapponese, 500 in inglese. Nessuna in francese. Tre in italiano... Attenzione: "O sole mio". Ci sta, un classico. Ma darei un milione di leoni per sapere come in un karaoke giapponese siano finite "Santa Lucia" e "L'immensità" di don Backy tra Beatles, Police, Rolling Stones, Bob Marley, U2. e' stata una serata allucinante ma divertente. Surreale. C'era un giapponese che ha cantato "O sole mio meglio di noi". Poi i video sotto i testi delle canzoni che non c'entravano nulla. Ad un certo punto durante una canzone tipo dei Beatles sono passate interminabili sequenze di una scena di una ragazza che piangeva davanti al corpo dilaniato di una amico o amica... I francesi - i soliti - ci hanno provocato e noi abbiamo dedicato loro "We are the champions". Mancava solo Domenech. Oh! Devo confessare che partite della nazionale (a proposito: che tristezza) si sentono di più all'estero. Quasi come quelle della Juve. Certo se gioca il capitano mio capitano (Del Piero per i non addetti) è un altra cosa.

Ieri pomeriggio passando per la via centrale con il solito traffico letteralmente infernale ho visto tre giovani che portavano una stuoia in mezzo al caos ed alla folla di venditori ambulanti e trasportatori. Se non fosse stato per la posizione con cui teneva la stuoia quel ragazzo sarebbe sembrato uno delle migliaia di sierraleonesi che camminano per le strade. Invece trasportava un bimbo morto. Avrà avuto due-tre mesi. Nessuna eccezionalità, nessuna attenzione da parte della gente o accorgimento particolare. Un senso di normalità agghiacciate. Ma certo Ale, sveglia! Siamo sempre nel paese con la più alta mortalità infantile del mondo. Forse non lo vedi tutti i giorni. O non lo vuoi vedere: un bimbo su quattro non raggiunge il quinto anno di età.
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