11 Lug 2009 |
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Settimana 21 2009 "Ritorno in Sierra Leone e sul blog" di Nicoletta Arcangeli Freetown, sabato 23 maggio 2009 Innanzitutto dobbiamo scusarci per il lungo silenzio dovuto inizialmente ai problemi tecnici del passaggio dal sito al blog, poi alla stanchezza delle ultime settimane prima delle vacanze in Italia. La cosa più bella di questo periodo è stato sentire l'affetto di tante persone che ci hanno invitato a testimoniare la nostra esperienza o anche sola a condividere con loro momenti conviviali. E' stato commovente: nei dieci giorni prima del rientro in Africa non siamo mai risuciti nè a cenare nè a pranzare a casa tanti erano gli inviti che con piacere abbiamo dovuto accettare! E' sempre più chiaro che in questa missione non siamo soli, ma che c'è tanta gente che ci sta vicino e tifa per noi, quindi... GRAZIE! E poi queste occasioni servono soprattutto a noi per renderci conto e dare le ragioni di ciò che stiamo facendo, per riprendere un entusiasmo a volte soffocato dalla stanchezza o dalle difficoltà logistiche e culturali. Ed eccoci di nuovo in Sierra Leone. Appena sbarcati all'aeroporto abbiamo dovuto aspettare quasi due ore prima di prendere la barchetta che ci ha portato in città. Essendo l'altro mezzo via mare, una specie di aliscafo, in riparazione tutti hanno optato per questo servizio quindi abbiamo effettuato la traversata al buio, su una barca scoperta, i bambini addormentati in braccio, indossando giubbottini salvagente arancioni, un temporale molto minaccioso all'orizzonte, il motore che si è fermato 5 volte in mezzo al nulla, le onde... Insomma, sembrava lo sbarco in Normandia di 60 anni fa piuttosto che l'arrivo in una capitale nel 2009. Arrivati a casa il generatore non funzionava, i due bagni erano inutilizzabili perchè perdevano litri d'acqua, il mio computer che fino alla sera prima in Italia funzionava non dava segni di vita... Il responso tecnico del giorno dopo? Scheda madre e componenti principali arrugginiti: da buttare! L'umidità di Freetown dei mesi passati ha lasciato il segno e si vede che il computer, malato da tempo, ha preferito venire a morire a casa sua. Del resto anche altri apparecchi elettronici cessano di funzionare da un momento all'altro a causa del clima: è successo con la macchina fotografica, il videoregistratore, il frigo, ecc. Sempre a proposito di clima, la stagione delle piogge sta iniziando alla grande e si alternano giornate di piogge torrenziali a giornate limpidissime di sole. Sole che vediamo solo in questi momenti di cambio di stagione (maggio ed ottobre) altrimenti domina la cappa di umidità con un cielo permanentemente coperto e di un grigio-azzurro. Io ed Alessandro abbiamo ripreso il lavoro, Michele ha ricominciato ad andare all'asilo: la mattina parte tutto contento con il suo grembiule ed il suo zainetto. Luca ha ritrovato la sua Emma che lo spupazza e gli da retta tutto il giorno, cosa vuole di più? Il nostro Mohamed si sta riprendendo da una brutta gastrointerite dovuta a tifo e altre malattie varie. I medici locali gli avevano diagnosticato un'ernia intestinale. Mohamed ci aveva chiamato in Italia avvisandoci che doveva operarsi d'urgenza. Il nostro medico Libanese, che 1 volta su 2 ci acchiappa, gli ha dato un antibiotico per lo stomaco e dopo tre giorni Mohamed è tornato come nuovo. Ahhh questi medici locali! Poi ci si chiede perchè la gente ed in bambini di questo paese muoiano con estrema facilità. Volevano operare Mohamed per di più in un ospedale dove la probabilità di uscire vivi è piuttosto limitata. Ci chiediamo: ma se non fossimo intervenuti, che ne sarebbe stato di Mohamed? E quando torneremo in Italia? Mah! Insomma la Sierra Leone è sempre lei. Qualche sorprendente cambiamento però c'è stato: i catarinfrangenti piazzati in quasi tutte le strade a dividere la carreggiata tra le due corsie. Novità non da poco ed utilissima nelle buie strade della capitale. E poi alcuni bidoni della spazzatura in stile europeo. Cosa volete? Small small ("piano piano") come direbbero i locali. Alla prossima, Nicoletta
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