Settimana 20 08

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africa - diario Sierra Leone

Il 30 aprile 2008 è terminata la prima annualità del progetto finanziato dal Ministero degli affari esteri italiano (la costruzione ed organizzazione della scuola superiore e della falegnameria con i corsi professionali per intenderci). Sto compilando i report ufficiali. I 5.000 km di distanza mi consentono di analizzare più oggettivamente i risultati conseguiti. Al di là delle costruzioni nuove, dei banchi e delle sedie, dei computer, dei mezzi a disposizione tutti visibili e concreti, quello che ci stava più a cuore era ed è la crescita professionale ed umana dei nostri compagni di viaggio: i membri del Family Homes Movement.

Osservo che sono stati fatti passi avanti enormi e per certi versi impensabili con i miei occhi di 12 mesi fa: ormai tutti sanno che per giustificare le spese servono ricevute e fatture; almeno 4 persone sono in grado di gestire la contabilità dei progetti secondo le regole dei donatori internazionali, idem per le procedure di acquisto che sono spesso capziose e molto complicate; la capacità di redigere report strutturati è notevolmente accresciuta e, ancora più sorprendente, tutti hanno fatto proprio il processo di pianificazione attività e spese, budget, contabilizzazione, controllo e azioni correttive... Roba che nemmeno in Bontempi Casa
(leader mondiale arredamento di design) ero riuscito a fare non dico digerire ma assaggiare. Per finire avevamo trovato collaboratori che non spostavano un foglio senza l'approvazione del capo. Oggi molti prendono iniziative e decisioni, sono consapevoli delle proprie competenze.

Prossimo obiettivo? Incrementare autonomia e senso di responsabilità in modo che ogni coordinatore non abbia più bisogno di un "capo" che gli dica ogni giorno cosa fare e che lo corregga. Il mio sogno è arrivare a non avere più risposte del tipo: "Ho chiesto il documento di aprile ma è il commesso che ha sbagliato e me lo ha dato di marzo. Non è colpa mia!". A nessuno viene in mente: "Potevo controllare prima di tornare con il documento sbagliato". Qui è quasi impossibile udire da un essere umano: "Ho sbagliato, era una mia responsabilità." C'è sempre il capo o l'interlocutore che hanno dato indicazioni sbagliate, oppure gli agenti atmosferici, il traffico, le malattie di parenti e vicini di casa, i mezzi di trasporto guastatisi che hanno impedito inesorabilmente e senza alcuna possibile soluzione alternativa, la corretta esecuzione del compito assegnato nei tempi richiesti o promessi. Quando proprio non c'è nessuna scusa plausibile allora: "By God in power" cioè "E' Dio che non voleva o voleva che facessi questa cosa". Sarà responsabilità di Dio insomma se rispetterò il mio impegno di lavoro preso con te. Spettacolare!

Quanto alla crescita umana... Ovviamente non si tratta solo della loro, ma anche e soprattutto della nostra. Ed in questo caso sì che Dio viene chiamato in causa. Sorprendente e misteriosamente Dio si serve di tutto e di tutti per arrivare ai nostri cuori, per convertirci quotidianamente. Siamo certi che, nella sua infinita grandezza e misericordia si sia servito perfino di noi - con i nostri limiti, errori e peccati - per perseguire il suo disegno buono sulla vita di tutti i suoi figli che abbiamo incontrato. Noi preghiamo di incontrarlo in tutte le circostanze. In Sierra Leone soprattutto, altrimenti meglio sarebbe starcene nelle comode e meravigliose colline marchigiane senza zanzare assassine e malattie varie
, con aria pulita, luce, gas, amici, medici mediamente preparati e strade asfaltate (non in ordine di importanza). Che tanto qui vanno avanti anche senza di noi...

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