Settimana 2 08

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africa - diario Sierra Leone
Domenica 13 gennaio
Foto scuolaCi siamo: la prima fase della costruzione della scuola secondaria superiore può dirsi terminata. E' stato un parto lungo e difficoltoso. Dapprima la stagione delle piogge ha ostacolato più del previsto i lavori: in luglio abbiamo avuto quasi un'inondazione con 4 giorni e 4 notti di pioggia ininterrotta. In agosto le tensioni sociali durante le  elezioni presidenziali hanno bloccato i lavori per almeno due settimane. Ancora: la famosa strada di accesso alla collina di Mayenkineh dove sorge la scuola ha creato non pochi problemi di trasporto del materiale. La questione più critica  da affrontare e risolvere è stata però la qualità del lavoro. E non poteva essere altrimenti qui. Abbiamo dovuto vegliare su tutto: dalla composizione del calcestruzzo al posizionamento dei ferri della soletta e dei pilastri, alle finestre e gli archi storti, alle piastrelle malmesse o che finiscono a metà del lavoro... Lo so: sono cose che succedono anche in Italia di questi tempi. Qualche notte, confesso, l'ho persa. Ero preoccupato. Ma tutto è bene quel che finisce bene! Certo la scuola doveva essere finita il 30 settembre a detta loro, ma noi non ci abbiamo mai creduto. Pensavamo il 30 novembre. Poi il 7 gennaio. Finalmente il 13 gennaio! Lunedì si parte (incrociate tutti le dita per favore). Un grande aiuto lo abbiamo ricevuto da Claudio Cavazzoni, un italiano che lavora come costruttore in Sierra Leone da più di venti anni e che ha accettato di supervisionare e correggere i lavori. Ovvio che sto cercando di blindarlo con un contratto di consulenza affinché ci assista nella costruzione delle altre sei aule...
Foto banchi e sedieAnche le attrezzature sono arrivate tutte (Vedi foto di banchi e sedie) e devo dire che sono più belle del previsto. Pure resistenti. Il vice-preside Augustine è contento: quindi anche io. Ieri sono arrivate in extremis anche lavagne, scrivanie e sedie per i professori. Le ultime cose che mancavano. Padre Berton ha passato tutto venerdì scorso alla scuola dirigendo i lavori di sistemazione del piazzale. Allo scopo è stata utilizzata un'enorme ruspa donata da una coppia (Walter e Francesca) che per il matrimonio ha chiesto a parenti ed amici di finanziarne l'acquisto. Hanno passato luna di miele e Natale in Sierra Leone: che gente spettacolare si incontra in questi posti. Certo ci sono anche tanti matti e disadattati in fuga dalla civiltà o alla ricerca di un senso della vita che in ufficio o in famiglia non trovavano. Ma questo è un altro discorso.
(Ultima foto: interno di un'aula)

Altra notiziona... Da Natale in poi il presidente ha mantenuto la promessa: ogni giorno abbiamo almeno 3-4 ore di elettricità. Ha comprato due grandi generatori e malgrado lo scetticismo di molti la nostra vita è cambiata. Nei week end poi arriviamo ad avere anche due giorni di fila di corrente. Notte e giorno. E' incredibile farsi la barba alla mattina senza torcia o candela! Pranzare e cenare senza i rumori assordanti dei generatori. Foto interno aulaUn'altra vita! Le malelingue dicevano che non se ne sarebbe fatto nulla perché il governo riceve molti finanziamenti dalla comunità libanese che ha in mano tutti i commerci, quindi anche quelli dei generatori: la fornitura di elettricità nazionale farebbe crollare il loro business. Mi sembra di sentire le chiacchiere da casa del popolo. La contro-argomentazione è semplicissima: gli stessi libanesi che finanziano il presidente posseggono anche industrie ed esercizi commerciali come ristoranti e supermercati in cui la voce di costo per l'energia elettrica è superiore al costo del personale. Quindi sono i primi ad essere interessati a veder ridurre questo capitolo di spesa. Con buona pace dei soliti profeti della dietrologia.

Vi saluto riportando uno stralcio della relazione che Nicoletta ha inviato alla responsabile AVSI del Settore sostegno a distanza circa la formazione che ha organizzato per i collaboratori sierraleonesi. Oltre a testimoniare la profondità e l'attenzione ai bambini del metodo AVSI, offre un contributo significativo al grande dibattito del "Cosa fare per l'Africa?" e dà una chiave di lettura, sicuramente parziale, dei "Problemi dell'Africa" che nemmeno molti missionari di lungo corso hanno ancora compreso.

...Durante il corso ho insistito parecchio sulla centralità della persona (i bambini in primis ma anche loro assistenti sociali ed i donatori in Italia). Una delle considerazioni che mi sento di fare è che parlare di cura ed attenzione del singolo a delle persone che non ne hanno mai fatto esperienza (o, comunque, che hanno cominciato a viverla ora) è come parlare di aria fritta. Nella nostra cultura cristiana è quasi scontato che ogni persona sia unica ed importante. Nella loro no! Credo che il concetto chiave di centralità della persona e dunque del seguire ogni bambino ed avere a cuore il suo destino sia una conseguenza non troppo immediata non di un corso di formazione ma solo del vivere con loro, ogni giorno, l’esperienza cristiana. Il guardare loro, in primo luogo, come persone uniche e degne di attenzione e fare in modo che facciano loro, per primi, esperienza di cosa significa essere importanti in quanto individui, potrà poi permettere loro di guardare l’altro come altrettanto importante e degno di attenzione. Allora cominceranno a seguire i bambini nella loro unicità e nei loro singoli bisogni e daranno importanza e rispetto ai donatori (che poi si traduce nell’ inviare loro notizie puntuali e ben fatte circa il bambino da loro sostenuto)...
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