15 Mag 2010 |
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| Settimana 14 2010: “Educarsi per educare”
Sono terminati i corsi di aggiornamento per gli insegnanti della nostra scuola: inglese, informatica, tecniche educative. In particolare quest’ultimo ci ha visti impegnati per 3 anni. La mitica maestra bergamasca Viviana Magoni (che nella foto sotto usa Van Gogh e Millet a scopi didattici) almeno due volte all’anno ha accompagnato quasi 100 insegnanti alla scoperta dell’autentico ruolo dell’educatore: non una professione “normale”, ma una missione vera e propria che ha per oggetto il destino di felicità di ogni singolo alunno. Per AVSI, educare non significa soltanto trasferire conoscenze, ma sviluppare le capacità dell’alunno secondo determinati principi e valori. Alla base, quindi, c’è una proposta. Compito dell’insegnate è quello di fornire ai suoi alunni gli strumenti oggettivi per valutare personalmente questa proposta e per aderirvi o meno nella piena libertà.
Anche per tutte queste attenzioni nei confronti di studenti e insegnanti, presso la nostra scuola il tasso di mortalità infantile è bassissimo, quello di abbandono scolastico è almeno la metà della media nazionale così come il tasso di frequenza è doppio. Perché? Forse perché alunni, genitori, educatori hanno capito che il destino delle proprie vite dipende anche da questo periodo formativo e che ogni singola vita è sacra, bella ed ha un valore infinito... Cosa che qui non è assolutamente scontata! Il solito generosissimo geom. Claudio Cavazzoni da Correggio (RE) ha iniziato i lavori di sistemazione degli esterni della scuola: la “nostra” ultima opera prima di lasciare la Sierra Leone. Non finiremo mai di ringraziare la Divina Provvidenza che ci ha fatto incontrare il grande Pà Claudio. Vive da più di 30 anni in Sierra Leone... Eppure è rimasto una persona normale. Praticamente un miracolo!
Quanto a noi abbiamo accumulato molta stanchezza. Tre anni di difficoltà logistiche difficili da immaginare vivendo in Europa, di differenze culturali profondissime con i locali causa di normali e non rare incomprensioni. Caldo, tanto caldo. Umidità. Preoccupazioni per la salute nostra e dei figli. Carenza di servizi di base come elettricità ed acqua. Mettete tutto insieme per tre anni... Dal punto di vista dei risultati ovviamente, ne valeva la pena. Il dottor Paul, chirurgo di Emergency, ma fortunatamente non inquadrato nell’ideologia ginostradiana, visitando la scuola un giorno mi ha detto: “Dai, per questa bella scuola, valeva la pena anche patire tutti i contrattempi, l’ernia, l’ulcera e quant’altro”. Così come il sottosegretario all’educazione del governo sierraleonese che, facendo foto con il telefonino alla struttura ha affermato: “Avevi ragione l’altro giorno: questa è veramente la scuola più bella della Sierra Leone!”. Non per nostra gloria ovviamente. Ma per la gloria di Chi ci ha voluto qui e opera attraverso la Bellezza. A questo proposito mi colpisce il fatto che tanti dei ragazzini più grandi nelle loro lettere ai sostenitori italiani, hanno parlato della bellezza della loro scuola, dei fiori, dei campi da gioco, della pulizia... E’ ovvio che in una situazione di degrado ambientale ed umano, questa nostra oasi di ordine e bellezza, dove nel gioco e nell’educazione si affermano valori veramente umani, contribuisce a creare uomini nuovi. Veramente la “Bellezza salverà il mondo!” Noi ne abbiamo fatto esperienza!
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