09
Mag
2010

Settimana 12 2010: "Fabriano for Sierra Leone"

PDF Stampa E-mail
africa - diario Sierra Leone
Scritto da Alessandro Galimberti   
Settimana 12 2010: "Fabriano for Sierra Leone"

Il mondo è piccolo. Ne abbiamo avuto conferma qualche settimana fa. Ecco cosa è successo.

Tutto è cominciato durante il nostro ultimo rientro in Italia. Un pomeriggio sono passato a salutare gli amici della redazione de L’Azione di Fabriano ed ho scoperto che Tania, artista e grafica (o viceversa) fabrianese, lavorava all’impaginazione del giornale. Nella mia vita merloniana passata mi occupavo di marketing e con Tania avevamo collaborato a lungo per la comunicazione della gamma degli accessori per elettrodomestici... Dai, chi non ha mai sentito parlare del mitico Calblock, l’insuperabile anticalcare magnetico per lavatrici? E del Cura forno e del Cura acciaio? Dovevamo fare tutto: inventarci i nomi, realizzare le etichette, i cataloghi, il packaging. Tempi eroici! Ma, direte voi, cosa c’entra? Avete ragione. Tornando all’incontro con Tania, non ricordo se le avevo accennato qualcosa quel giorno, ma ho subito pensato di aver trovato la persona giusta per realizzare un’idea utile ad alcuni amici sierraleonesi...

Questi amici erano i disabili del centro di formazione e produzione HAM (Handicap Action Movement) che AVSI sostiene da ormai due anni. Alla fine del progetto finanziato dalla Banca Mondiale che ha permesso loro di avere nuovi laboratori, macchinari e strumenti, permanendo le difficoltà di commercializzazione dei loro prodotti, ci avevano chiesto un aiuto per incrementare le vendite. Così, prima abbiamo organizzato un corso di “Basic Business Management” e poi mi è venuta l’idea di dotarli di uno strumento che in Sierra Leone non avevo visto presso nessun commerciante: un catalogo dei loro prodotti. Volevo fare una cosa bella e non i sestini piegati con i fogli A4 che fanno qui. Non i raccoglitori plastificati di foto modello vacanze estive. Volevo un catalogo vero, ma non riuscivo a trovare impaginatori “commerciali” di qualità. In Sierra Leone quelli bravi sono tutti specializzati nell’umanitario: campagne di sensibilizzazione AIDS, contro la malaria e altro. Ecco perchè incontrando Tania mi si era accesa una lampadina.

 

Tornato in Sierra Leone le ho scritto una mail e l’avventura è cominciata. Dopo tanti anni sono tornato a fare un “brief”... O “briefing”? Nemmeno mi ricordo come si dice. Magari il gergo markettaro è pure cambiato nel frattempo. Tania e Daniela de L’Azione sono state molto brave e pazienti. Hanno saputo attendere i miei tempi africani di risposta per connessioni internet spesso assenti. Hanno lavorato con foto in bassissima qualità (altrimenti via internet non partivano) di prodotti sporchi, su uno sfondo rosa shocking. Nel frattempo io immortalavo i prodotti con una fotocamera compatta rigorosamente Made in China. Le sessioni di posa effettive sono state tre, tutte con 30 gradi e 90% di umidità. Sono state precedute da tre tentativi falliti per mancanza del lenzuolo bianco di sfondo. Ma non erano loro che si dimenticavano, ero io lo stupido: chi dorme con le lenzuola qua? Bianche poi! Alla fine abbiamo recuperato il famoso telo rosa dal laboratorio di sartoria del centro, abbiamo fermato due ragazzotti che passavano per la strada che ci sembravano abbastanza alti e che si sono prestati a reggere lo sfondo. Poi è cominciato il solito scambio di mail: “Va bene questo colore o preferisci un colore più vivo?”, “La falce mettila in evidenza”, “Sposta il secchio a destra”, “Attenta che la foto del machete piccolo è associata alla descrizione del machete grande”. Io la sera dopo cena, Tania nei ritagli di tempo tra bambina e lavoro. Alla fine ce l’abbiamo fatta. Tania e Daniela hanno vestito in stile Armani una collezione molto molto molto molto molto artigianale. Il catalogo è senza dubbio immaginifico per la Sierra Leone. Lo stampatore quando lo ha visto mi ha chiamato per farmi i complimenti. Complimenti che ho girato alle ragazze de L’Azione di Fabriano che ringrazio ancora di tutto cuore.

Ma l’epilogo riserva un’ulteriore sorpresa fabrianese. Quando io e Nicoletta siamo andati a ritirare le copie stampate siamo entrati nella tipografia e cosa abbiamo scoperto? Che il catalogo era stato stampato nientemeno che con carta Fabriano, con la carta delle nostre storiche cartiere. Due operai stavano in quel momento caricando la macchina ed il marchio faceva bella vista sulla confezione dei fogli. Ci siamo messi a fotografarli con il telefonino pieni di entusiasmo quando il responsabile del reparto, un indiano, richiamato dal flash, è sopraggiunto alquanto infastidito. “Spionaggio inustriale?” si sarà chiesto. Abbiamo cercato di spiegare, colmi d’orgoglio e sorridendo come due ebeti, che quella carta veniva dal nostro paese. "Capito? Fabriano. Carta. Medioevo." Lui ha fatto cenno di sì e se ne è andato pensando ad un colpo di sole oppure ai soliti italiani. Insomma... Fabriano for Sierra Leone!

Commenti
Cerca
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 

Login

Statistiche Sito

Utenti : 38
Contenuti : 350
Hits visite contenuti : 236729
JoomlaWatch Stats 1.2.9 by Matej Koval