Settimana 08 09

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africa - diario

Settimana 08-2009 "Inaugurazione della scuola, la più bella della Sierra Leone!"

Domenica 22 febbraio 2009

il nostro diario di bordo ritorna al tempo "ordinario" dopo la splendida cornice vissuta con la visita di don Gabriele, Aurelia, Annamaria, Federica, Carla. Un'avventura raccontata su questo sito direttamente da loro e che merita anche un nostro commento. Prima, però, spazio ai progetti ed agli accadimenti di questa ultima settimana...

Martedì 17 febbraio dell'anno del Signore 2009, AVSI e Family Homes Movement hanno inaugurato il complesso scolastico della Holy Family Senior Secondary School: la scuola superiore della Sacra Famiglia... (Nota per i fabrianesi: don Nicola non c'entra nulla, anche se l'opera gli piacerebbe sicuramente). Che dire? Mi viene in mente la prima volta che ho visitato la scuola, già la più bella di Freetown: il piazzale (lo vedete sotto) era pieno di polvere, scosceso.



Ora ci sono 9 aule, un laboratorio con tanto di computer ed una biblioteca. Con tanto di libri! E poi c'è un magnifico campo polifunzionale: pallavolo, basket, calcio, spettacoli, feste. 18 mesi di lavoro intenso, contrattempi ogni giorno nuovi ed impensabili, soluzioni fantasiose, qualche litigata, recuperi miracolosi, allagamenti... Costruire in Africa non è facile ragazzi. Non è facile in Italia! Alla fine ce l'abbiamo fatta. Devo nuovamente ed assolutamente ringraziare Claudio Cavazzoni (foto sotto durante la sua "premiazione"), il costruttore, amico, consulente, da 28 anni in Sierra Leone: senza di lui questa scuola non ci sarebbe. Almeno non così bella... Anche se ovviamente non è riuscito a farci correggere tutti gli errori e le "africanate".


Come ho avuto modo di ripetere durante il mio discorso, per educare non bastano infrastrutture belle e funzionali o equipaggiamenti moderni. L'educazione non è un frutto automatico di strumenti e metodi congeniali. Così come istruire, essere la migliore scuola dello stato come è successo negli ultimi due anni, non è ancora il nostro scopo sebbene ne siamo orgogliosi. Per AVSI educare significa avere a cuore il destino di ogni singolo bambino, la sua felicità, i suoi desideri più profondi. E quindi guardare a tutta la persona nei suoi bisogni materiali e spirituali. Significa testimoniare un senso positivo che pervade tutta la vita e tutta la realtà. E per chi è cristiano questo senso positivo ultimo ha un nome: Gesù Cristo.
Così mi sono rivolto agli insegnanti invitandoli a lavorare con passione e con tutto il cuore a questo progetto. E' proprio l'atteggiamento del cuore che fruttifica, non solo le tecniche didattiche o la preparazione degli insegnanti che pure curiamo con continui corsi di aggiornamento. Ed il primo beneficio è personale: andare al lavoro contenti malgrado tutte le difficoltà che pure non ci saranno risparmiate. Vale per gli insegnanti ma vale per tutti noi. E su cosa può poggiare questa passione, questo interesse per l'altro, per la realtà, per il singolo bambino, per il lavoro? Io ho sperimentato una risposta che vale per me e per alcuni miei amici qui in Sierra Leone a partire dal vice-rettore Augustine Kamara: sulla Fede.


L'inaugurazione è stata un bel momento. L'arcivescovo di Freetown Mons. Edward Tamba Charles durante l'omelia della Santa Messa ha elogiato FHM ed AVSI per aver saputo coniugare i più alti standard qualitativi con i più bassi costi a carico delle famiglie: una scuola d'élite aperta ai poveri! Una sfida vinta grazie a tante famiglie italiane (circa 650!) che, anche stringendo la cinghia, non hanno mai fatto mancare il supporto a distanza al loro bambino. Attraverso questi fondi AVSI sostiene tutte le spese di gestione della scuola. Vorremmo ringraziare tutti i sostenitori, uno ad uno!

Alla festa è intervenuto anche Piercarlo Vicentini (foto sopra con me), il rappresentante della Cooperazione italiana (Ministero degli Esteri) nel cui quadro questo progetto è stato realizzato. Piercarlo si è detto piacevolmente colpito dai frutti che sta dando l'amicizia tra AVSI ed FHM. Anche Berton era ovviamente molto contento soprattutto del regalo inaspettato: il campo polifunzionale reso possibile dalle donazioni dell'Associazione Amici di Pepi Cereda di Monza. Questo mi fa pensare sia ai grandi finanziatori che abbiamo ringraziato con una targa affissa nel cortile della scuola sia a tutti quelli che hanno offerto spontaneamente e con generosità. Penso al papà di Nicoletta ed ai suoi amici, colleghi e clienti; a don Gabriele ed ai suoi parrocchiani in particolare gli amici di Melano e dell'Agraria; alla mitica zia Regina ormai fund raiser di professione ed a tutto il suo giro tra Cambiago, ST e Branzi (una che ha procurato almeno 40 nuovi sostenitori a distanza! Presso la sede AVSI di Cesena tutti conoscono "Zia Regina"); a mio padre ed ai suoi colleghi giornalisti e fotoreporter; a don Giovanni Mosciatti ed al liceo Volterra; a don Gianni Casiraghi e tutti gli amici della mia parrocchia d'origine in particolare mio cugino Claudio; ai parenti ed amici di Filippo Galbiati; a Marta ed alla Tipografia Crialesi di Fabriano; a Gabriele Banfi e Stefania che si sono sposati ed hanno voluto devolvere il costo delle bomboniere ad AVSI; a Walter e Francesca che come regalo di matrimonio hanno chiesto ad amici e parenti... Un caterpillar usato da mandare a Padre Berton (madonnina quanto è stato utile!!!) ... Avrò sicuramente dimenticato qualcuno e me ne scuso. E poi ho citato solo quelli legati a me e Nicoletta. La cosa che ci ha impressionato di più è che tutte queste persone non si sono limitate a contribuire ma hanno anche promosso il supporto alle nostre attività creando una rete degna di un'iniziativa di multilevel marketing! ...Ragazzi mancano ancora due campi da gioco, incluso quello dei bambini, la recinzione... Inoltre con gli amici di Bergamo (La Traccia, Nembrini & company) stiamo studiando una missione breve di due/tre muratori bergamaschi (l'aggettivo è superfluo) per alcune finiture: perché la Bellezza salverà il mondo e noi vogliamo che un nostro amico africano vedendo la nostra scuola dica: "Anche io voglio fare una cosa così bella!". (Prima foto sotto: targa ringraziamento grandi donatori - Seconda: momenti dello spettacolo dei bambini)


Per concludere, anche se questa volta siamo stati lunghi, torniamo alla missione di don Gabriele e delle nostre amiche fabrianesi per un commento ed una carrellata di immagini...
Sono state tre settimane bellissime per tutta la nostra famiglia. Certo in particolare per Michele e Luca. Michele ci ha messo un po' a riprendersi dall'assenza dell'allegra brigata. Ci ha colpito per lo spirito con cui i "missionari" hanno vissuto questa loro prima esperienza africana: senza idee preconcette che inevitabilmente avrebbero trovato conferma, ma lasciandosi guidare dalle molteplici e complicate realtà locali che hanno incontrato. Così lontane dalla nostra cultura! Il fatto di aver lavorato qualche giorno ha dato loro una visuale privilegiata che i "turisti della carità" di solito non hanno. Sono stati proprio bravi anche a sopportare con pazienza gli inevitabili ritardi e contrattempi e ad adattarsi alle piccole scomodità. E poi 7 adulti e due bambini in una casa insieme per tre settimane con l'armonia e la piacevolezza sperimentata è già un miracolo! Mi raccomando la vostra missione secondo me più importante della nostra: in ospedale. Incontrate ogni giorno gente che soffre di malattie fisiche e spirituali, anziani soli, giovani senza passioni e speranze, persone arrabbiate con il mondo (oh passerà anche qualcuno sano no?). Pensate un vostro sorriso, un vostro atteggiamento positivo sulla vita e di attenzione alla persona quanto bene può fare ogni giorno!!! Siete voi i veri missionari! (Foto sotto: don G e le 4 dell'ospedale Profili di Fabriano e ancora più sotto don G racconta la storia delle apparizioni di Lourdes con tanto di traduttore in Krio).


Sotto a sinistra: durante la visita la santuario delle scimmie Michele impaurito perché i simpatici animaletti, da cui qualcuno sostiene discendere l'uomo, tiravano sassi... Ha pensato bene di procurarsi uno scudo stellare! Sotto: don Gabriele con alcuni ragazzi e bambini supportati a distanza dalla Parrocchia di Melano o da nostri parrocchiani.



In settimana ci ha lasciati la nostra cara zia Teresa di Argignano (Fabriano). E' brutto essere lontani quando i propri cari abbandonano questo mondo. Si ha sempre la sensazione di non aver detto loro tutto, di non aver approfittato di più della loro presenza. Luca e Michele perdono un'affezionatissima zia che non mancava mia di indirizzarsi a loro con il suo "Che Dio ti benedica!". Mi colpiva sempre questa frase così semplice e così vera. Mi colpiva la normalità del gesto. Cosa si può dire di più beneaugurante ad un bimbo? Ciao Zia Teresa! Un abbraccio grosso a zio Francesco: ti siamo vicini! 
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