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| africa - diario Sierra Leone | ||||||||
Melano for AfricaFreetown 2 ottobre 2007
Carissimi parrocchiani e concittadini,
Come va? Mi auguro il vento non abbia già cominciato a sferzare la nostra collina, mi preoccupo soprattutto per i miei pinetti ancora giovani e per gli oggetti volanti che di solito recupero nel mio giardino. Lo scorso inverno avrei potuto aprire una rivendita: zerbini, decorazioni natalizie, ombrelli… Approfitto del blog melanese per aggiornarvi circa la nostra avventura africana. Siamo rientrati a Freetown solo il 24 settembre a causa del pericolo di scontri dovuti alle elezioni presidenziali. Finalmente è stata decretata la vittoria dell’opposizione ed ora la Sierra Leone ha un nuovo presidente: Ernest Bai Koroma. Il risultato è stato accettato dai vecchi governanti senza troppe reazioni violente: caso più unico che raro in Africa. Sembra, ma forse è solo una mia impressione, che la gente sia un più tranquilla, serena. Sicuramente si aspettano grandi cose dal nuovo governo: strade da costruire o riparare, circolazione in città da ridisegnare, fornitura acqua ed elettricità, prezzi del cibo più bassi. Vedremo… Io, Nicoletta e Michele abbiamo ritrovato la nostra casa un po’ ammuffita da due mesi di piogge bibliche ed abitata da qualche animaletto in più per la gioia di Nico, per Michele invece, se non stiamo attenti, rischiano spesso di diventare uno spuntino iperproteico. Sono tornate anche le tarme i cui buchi nel soffitto avevamo richiuso con lo stucco! Il lavoro è partito subito intensamente anche perché il ritardato rientro ha fatto accumulare molte pendenze. La costruzione della scuola procede rapidamente anche se temo che le quattro aule per le sezioni di prima superiore non saranno terminate per fine ottobre, quindi i ragazzi dovranno adattarsi ai doppi turni frequentando le lezioni al pomeriggio. Per il resto è la solita vita: sveglia alle 6.35, colazione e barba a lume di candela o torcia elettrica, partenza per gli uffici che sono dall’altra parte della città alle 07.15 e arrivo alle… Il viaggio mattutino è spettacolare. Dura un’ora se partiamo alle 07.15, quasi due se partiamo alle 07.30. Quanti km? 14! E’ come attraversare piazza del mercato a Fabriano il sabato mattina, con auto, camion, carriole, container che passano nei due sensi di marcia. Tutti vendono di tutto, mentre i mendicanti si succedono incessantemente ai finestrini. Se un taxi o una pulmino si ferma, la città si blocca. E succede spesso. Arrivati esausti ed esasperati in ufficio, inizia la giornata se il generatore funziona: riunioni, pagamenti, amministrazione, controlli avanzamento lavori ecc. ecc. Verso le 17.30 si rientra a casa questa volta per i 25 km di una strada sterrata in mezzo alle colline: una serie infinita di crateri pericolosi per la salute della schiena e dell’auto, ma almeno ci si impiega sempre dai 45 ai 60 minuti. Dipende dallo stato delle buche, da chi guida e dalla soglia di resistenza allo scrollamento dei compagni di viaggio… A casa, come prima cosa si controlla il serbatoio dell’acqua, quello della benzina del generatore e la bombola del gas: se sono ancora pieni allora si affronta una normale serata in famiglia. Certo mica si può fare una passeggiata in centro, andare a vedere la finale del calcetto o passare una serata alla Comunanza, a teatro o al cinema. Ecco le nostre uniche alternative: Rai international che ora fa vedere anche le partite della serie A; cena in uno dei due tre ristoranti commestibili; cena in casa tra occidentali; partita a carte tra moglie e marito; compagnia al gioco di Michele (l’opzione mentalmente e fisicamente più devastante… Ma i figli so piezz’e core…); chiacchierata via Skype con parenti ed amici tra cui spesso i Lenci miei fantastici vicini, Roberto Santini e l’immancabile don Gabriele. Sabato e domenica si va al mare. Dopo la messa fantozziana: due o tre ore di canti, balli e sermoni in stile predicatori televisivi americani. Mancano solo i ceci. Due palle! Anche perché noi siamo stati abituati “male” dal nostro parroco Fast Mass: 28-32 minuti ed i punti Paradiso domenicali erano guadagnati… Ci sono spiagge magnifiche e Michele si diverte da matti sulla profondissima battigia oceanica dalle acque calde tutto l’anno. Verso il pomeriggio compriamo il pesce appena pescato tirando dalla riva le reti gettate come facevano gli apostoli sul mare di Galilea e si torna a casa. Questa per sommi capi lo schema della vita africana della famiglia Galimberti da Melano. Certo le giornate non sono - a volte purtroppo - prive di sorprese. Anzi, diciamo che la sorpresa qui è dietro ogni angolo e minuto. Nelle prossime settimane ve ne racconterò qualcuna nello specifico. Per ora vi saluto non senza ringraziare tutti quelli che hanno voluto contribuire alle opere cui stiamo lavorando. Come specificato in altra sezione del blog Melano con i soldi raccolti questa estate, Comunza e Parrocchia sostengono a distanza per due anni due bambini della Holy Family School pagando le rette scolastiche, i materiali per lo studio e le eventuali cure mediche. Il resto dei soldi raccolti è stato destinato alla costruzione della scuola. GRAZIE E ARRIVEDERCI A TUTTI! Alessandro
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